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Somma Vesuviana – Teatro Summarte – …. “…E noi zitti sotto !”- In scena Federico Salvatore

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Somma V. consenso di pubblico per “…E noi zitti sotto !”. In scena un coinvolgente Federico Salvatore. In pratica un monologo teatrale supportato da quattro musicisti. Sullo sfondo del palcoscenico uno schermo gigante per proiettare immagini e filmati inerenti lo spettacolo. Tra i filmati proiettati anche un vecchio spezzone di un film con Marcello Mastroianni che veste i panni di un intervistatore televisivo durante una tavola rotonda; i suoi interlocutori sono del politici più che strani e trattati con ironia e satira al massimo grado. Il film era “Signore e signori, buonanotte” del 1976, Episodio “I Divoratori di Napoli” ; un film collettivo satirico, scritto e diretto da Age, Leo Benvenuti, Luigi Comencini, Piero De Bernardi, Nanni Loy, Ruggero Maccari, Luigi Magni, Mario Monicelli, Ugo Pirro, Furio Scarpelli e Ettore Scola, riuniti nella Cooperativa 15 Maggio. Si legge in un comunicato: “.. E noi zitti sotto” è il nuovo spettacolo di Federico Salvatore in lingua napoletana. È chiaro che dopo i consensi ottenuti con gli spettacoli “ Fare il napoletano stanca”, era l’anno 2010, e “Se fossi san Gennaro” di due anni dopo, Federico Salvatore non cambia registro, ma persevera sulla strada del teatro – canzone che lega la canzone d’autore al monologo dialogico e parodistico, affrontando tematiche di impatto sociale e culturale. In “…E noi zitti sotto !”, citazione tratta dal film “ Non ci resta che piangere” di Massimo Troisi, Federico Salvatore aspira ad incarnare lo spirito satirico di un moderno  Felippo Sgruttendio che è il nome o meglio un pseudonimo di un misterioso poeta della Napoli del ‘ 600. Oltre ad avere le iniziali F.S. in comune, i nuovi testi in vernacolo di Federico Salvatore, tendono ad emulare la graffiante mordacità di quel colto poeta napoletano che la maggior parte del pubblico, purtroppo, ignora! ‘O palazzo, L’inno di Papèle,  L’Accademia ‘e ll’ova toste, Cammenanno, lato B, Napocalisse, Dint’’ o scuro, sono alcune delle nuove tematiche scritte per il primo tempo dello spettacolo, ma anche per l’album in vernacolo pubblicato il 21 ottobre 2013 dal titolo: “ Pilcin’hell”. Nel secondo tempo ritornano sul palco i “ successi mediatici”  a cui Federico Salvatore diede voce  negli anni della sua popolarità. Dalle “Ninna nanne” agli Incidenti, rivisitati e rinnovati negli arrangiamenti, per poi bissare con la, intramontabile e richiesta, tarantella J’ accuse di “ Se fossi San Gennaro”. In sintesi, lo spettacolo “…E noi zitti sotto !” è un’altra provocazione di una voce di protesta. Ed è bene che questa voce di protesta sorga proprio da Napoli, perché è di Napoli che si tratta e, soprattutto, di arte napoletana. Applausi e consensi alla chiusura del sipario sulla note di “ Se fossi San Gennaro”.
Antonio Romano

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