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SOMMA VESUVIANA-TOTO ‘Principe», della risata e del gusto

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A Somma Vesuviana c’è un luogo in cui la memoria di Totò è sempre viva e onorata. È molto più di un ristorante: le stampe dei suoi celebri film e un ritratto in un angolo rendono l’ambiente incredibilmente speciale.

 Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio. Bisogna ammettere che non è assolutamente facile riconoscerlo così, ma chi ha scavato un po’ nel suo passato sa bene che si tratta di Antonio De Curtis, il maestoso interprete del teatro e del cinema italiano, nato a Napoli, nel rione Sanità nel 1898, l’uomo senza tempo che ha spalancato la porta al sorriso, per definizione «Il Principe della risata».

 Oggi Totò è il mito senza tempo, il fantastico che rivive nelle tele delle gigantografie, nei mezzi busti collocati sui camini, il volto impresso sulle t-shirt dei giovani, la perfetta fusione tra l’ottimo attore e la splendida persona che ha egemonizzato libri, documentari in tv e video su YouTube. Tutto l’anno a spasso nei posti caratteristici della sua meravigliosa città, tra stenopoi e plateiai, dall’alto di una torre o dal basso delle grotte, da singolare pastore dei presepi in costruzione, già pronti per essere mostrati e venduti a Natale. C’è un luogo in cui la sua presenza è sempre viva e onorata, poco distante da Napoli. A Somma Vesuviana, in via Aldo Moro, si resta fermi davanti ad una insegna, che la dice lunga: la bombetta e il tight sono i segni riconoscibili di un’attività dedicata al grande comico.

Quasi con riverenza si trascinano le suole delle scarpe sul tappeto rosso prima di entrare, per l’immensità dell’amore, subito percepibile, che la famiglia Russo ha investito in quella struttura, che non è un semplice ristorante, ma molto, molto di più. In alto segmenti di cartongesso, organizzati ad arte, ricompongono quell’intramontabile volto, mentre dietro il quadro delle pose della marionetta disarticolata c’è sempre qualcuno che accoglie il prossimo con il calore dell’amicizia: il ristorante «Il Principe» è per gli amanti dei valori semplici, soprattutto per chi ama i gusti della nostra terra. Anche la pizza, che in questo posto è proposta in tutte le varianti più conosciute e in altre particolarmente innovative, ha un sapore più intenso, a tavola con Totò. Con le scene dei suoi film immortalate nelle stampe che lo ritraggono allegro e mimico, con quel profilo che lo ha reso glorioso. Su una parete «Miseria e nobiltà», accanto «Guardie e ladri», «Signori si nasce» e almeno una decina di immagini di successo.

 I titolari illustrano, instancabili, il locale, frutto dell’adorazione per il celebre commediografo: loro, per primi, curano la ristorazione e tutto deve essere impeccabile. In cucina solo pasta di Gragnano e ingredienti sani e genuini. Dai primi piatti tradizionali – ai frutti di mare e, indiscutibile specialità, con funghi e salsiccia – ai secondi a base di pesce e carne, in particolare alla brace, ai panini, davvero squisiti.

 Molti scelgono «Il Principe» per festeggiare le tappe importanti della vita, come eventi e cerimonie. In estate, poi, c’è la sala esterna, coperta. Si sa, i campani sono esigenti e buongustai. L’inverno è alle porte e tanti preferiscono restare a casa per evitare di imbattersi nel freddo della stagione, ma resistere alle prelibatezze della famiglia Russo è impossibile, per fortuna ha pensato al servizio d’asporto. Con una semplice telefonata le pietanze da menu giungono ai clienti, ovviamente in zone vicine. L’équipe è inarrestabile, ha in mente grandi cose. Pensa ad eventi in cui cultura e gastronomia incontrano l’arte della musica. In più il venerdì è sempre riservato alle serate a base di stoccafisso e baccalà.

 Qualche ora al ristorante «Il Principe» diventa un’evasione dalla vita di tutti i giorni, ma anche un’occasione per consolidare rapporti d’amicizia con un calice di ottimo vino. Totò è nell’aria, dietro una stretta di mano, protagonista di un dipinto sulla parete. Sembra quasi di vederlo, di spalle. Seduto tra gli altri, magari impegnato ad assaporare una pizza. Lui sapeva che l’Italia lo avrebbe ricordato dopo la morte, e che ognuno ha un modo per onorare la storia. «Il Principe» del gusto ha scelto di farlo così.

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