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Spari a Palazzo Chigi, feriti due carabinieri. ‘Obiettivo i politici, deciso 20 giorni fa’

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Durante la cerimonia di giurmento del governo Letta, un uomo ha sparato davanti a Palazzo Chigi – sede della presidenza del Consiglio – colpendo due carabinieri. Ad aprire il fuoco un uomo in giacca e cravatta che all’improvviso ha sparato.

L’uomo all’improvviso, ha aperto il fuoco contro i militari. Si chiama Luigi Preiti, è nato nel 1964 in Calabria, dove è tornato a vivere dopo aver trascorso molti anni ad Alessandria, dove è stato sposato ed ha un figlio di dieci anni.

Preiti – che non ha precedenti penali ed ha agito da solo – ha sparato diversi colpi di pistola e ha poi tentato di fuggire, ma è stato ferito durante una colluttazione con le forze dell’ordine e arrestato. Preiti, però, non è uno squilibrato nonostante nei primi minuti sopo la sparatoria si era diffusa la voce che avesse problemi mentali. ‘Non ha mai sofferto di patologia psichiatriche – assicura il fratello Arcangelo – Siamo allibiti, non sappiamo spiegarci quel che è potuto accadere”.

Luigi Preiti “non é come lo avete dipinto in queste ore, lui è una brava persona”. L’ex moglie risponde così ai giornalisti, attraverso la porta di casa. “Sono stanca di tutta questa pressione”, aggiunge la donna, rientrata nel suo appartamento al secondo piano di una casa popolare nel centro di Pedrosa dopo essere stata ascoltata a lungo dai carabinieri. “Mio figlio cresce nel rispetto del padre”, ha detto la donna. Ascoltata a lungo dai carabinieri, è rientrata a casa con l’attuale compagno e con il figlio di 11 anni. Si è cambiata e poi è di nuovo uscita. “Porto mio figlio a mangiare la pizza con un amico, glielo avevo promesso”, si limita a dire salendo a bordo della sua Panda arancione con il bimbo che, cappuccio della felpa in testa, saluta da lontano le telecamere.

Un ‘danno midollare importante’. Questo l’esito dell’intervento chirurgico su Giuseppe Giangrande all’Umberto I. La prognosi resta riservata ‘per 72 ore quoad vitam’, cioé per sapere se sopravviverà. Lo ha detto il direttore del Dea del Policlinico Umberto I, Claudio Modini. “Il paziente a seguito degli accertamenti eseguiti che hanno confermato un interessamento importante del midollo spinale, è stato sottoposto a intervento neuro chirurgico d’urgenza di laminectomia decompressiva (c4-c6) asportazione dei frammenti ossei”. E’ quanto detto nel bollettino medico. “La prognosi rimane riservata per 72 ore quoad vitam. IL paziente ha subito un danno midollare importante i cui esiti saranno valutati successivamente. Il paziente è ora ricoverato in terapia intensiva neurochirurgica”.

E’ stato operato all’ospedale San Giovanni per ridurre la frattura alla tibia provocata dalla pallottola il carabiniere scelto Francesco Negri, ferito stamani davanti palazzo Chigi. Lo ha detto il direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Gerardo Corea.”Mi ha detto di dire che sta bene. Ha subito un intervento ortopedico, è già sveglio nella sua stanza, assieme alla fidanzata e dal fratello – ha riferito -. E’ in ottime condizioni, ma continua a chiedere del collega ferito”.

“Gli ho detto – ha aggiunto Corea – che ci sono altri medici che si stanno occupando di lui. Altri interventi saranno programmati nei prossimi giorni. E’ un ragazzo giovane, ci ha chiesto di rimetterlo in piedi”. Domani sarà svolta una nuova consulenza ortopedica sulle condizioni di Negri, che è stato colpito dal proiettile sotto il ginocchio. Il direttore sanitario ha riferito che all’ospedale sono arrivate numerose telefonate di cittadini che chiedevano delle condizioni del carabiniere. Corea non ha invece voluto dire nulla sulle condizioni dell’attentatore, Luigi Preiti.

Dopo essersi trasferito in Piemonte negli anni novanta, Luigi Preiti si è sposato e la coppia ha avuto un figlio. Due anni e mezzo fa Preiti si è separato dalla moglie ed ha scelto di tornare a vivere a Rosarno, con i genitori; la moglie ed il figlio sono rimasti in Piemonte e vivono a Predosa.

“E’ un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri”. Così il pm di Roma, Pierfilippo Laviani, dopo aver sentito Luigi Prieti. “Ha confessato tutto. Non sembra una persona squilibrata”.

“Ho deciso di fare tutto questo 20 giorni fa’, ha detto Preiti confessando il suo gesto al procuratore aggiunto Gianfilippo Laviani nel corso dell’interrogatorio. Preiti ha aggiunto di avere acquistato “la pistola quattro anni fa al mercato nero ad Alessandria”. “Ho voluto fare un gesto eclatante in un giorno importante: non odio nessuno in particolare ma sono disperato”, ha tentato di giustificarsi l’uomo.

“Ad un primo esame degli eventi la vicenda può essere ricondotta a un gesto isolato sul quale comunque sono in corso ulteriori accertamenti” ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “La situazione generale dell’ordine pubblico nel Paese non desta preoccupazioni” ha proseguito, confermando che “comunque sono stati rafforzati i controlli presso gli obiettivi a rischio”.

Alfano ha spiegato che “sono stati esplosi sei colpi, due hanno colpito il brigadiere Giangrande che si trova ricoverato al Politico Umberto I”.

Giuseppe Giangrande è vedovo da due mesi. Ha una figlia di 23 anni. Giangrande, nato a Monreale (Palermo), è il più grave: ha riportato la lesione della colonna vertebrale cervicale. Il brigadiere è in servizio al Sesto battaglione carabinieri Toscana, con sede a Firenze, dal 2009, dopo un’esperienza nel radiomobile di Prato. Anche l’altro militare rimasto ferito, il carabiniere scelto Francesco Negri, è del Sesto battaglione carabinieri Toscana, dove è arrivato nel 2009. Prima era in servizio in una stazione in Lombardia. Negri ha 30 anni, è celibe ed è originario di Torre Annunziata (Napoli).

La figlia e altri due parenti di Giuseppe Giangrande sono arrivati al Policlinico Umberto I di Roma. Scortati, e tenuti abbracciati da alcuni alti ufficiali dei carabinieri, la figlia del militare, e una coppia di mezza età. I tre si sono avviati verso la direzione dell’ospedale. La ragazza è entrata nell’ospedale senza dire nulla e visibilmente scossa.

I volti dei nuovi ministri sono passati dalla gioia, all’incredulità poi allo sgomento appena appresa la notizia della sparatoria davanti a Palazzo Chigi durante la loro cerimonia del giuramento al Quirinale.

“L’area intorno a palazzo Chigi è stata completamente transennata dai Vigili Urbani. Bandoni sono stati srotolati in via del Corso e il traffico è bloccato. Dietro le transenne sono centinaia le persone che si sono assiepate: scattano fotografie e cercano di sapere cosa sia accaduto. All’interno del perimetro delimitato è un continuo via vai di ambulanze e forze dell’ordine.

“Abbiamo semplicemente cercato di fare il nostro dovere. In piazza era pieno di gente e non appena sono partiti gli spari ci siamo gettati sull’aggressore per bloccarlo”. A parlare è uno dei carabinieri che si trovava in servizio davanti a Palazzo Chigi, questa mattina, intervenuto subito dopo gli spari per bloccare Preiti.

A naso penso sia il gesto compiuto da uno squilibrato” risponde ai giornalisti che gli chiedono informazioni sulla sparatoria davanti palazzo Chigi, il neoministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri uscendo dal Quirinale al termine della cerimonia di giuramento. A chi le chiede: “Dunque nessuna regia?” il ministro replica: “Credo proprio di no, spero si tratti di un fatto isolato ma dobbiamo ancora appurare le esatte dinamiche dell’evento anche se non è più un compito che spetta al mio dicastero”. Alla domanda se avesse dato consigli al nuovo ministro dell’Interno Alfano, a capo di un dicastero ricoperto fino a ieri da lei stessa, Cancellieri ha replicato: “Assolutamente no, non è nella mia natura dare consigli, ma sicuramente ci vedremo presto”.

“E’ il gesto di un pazzo e di uno squilibrato ma non ci dobbiamo stupire quando si inveisce continuamente contro il ‘Palazzo’, come se fosse da abbattere” ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ai cronisti che gli chiedevano se si riferisse al Movimento 5 Stelle, ha replicato: “Non mi riferisco a nessuno”.

A strettissimo giro i capigruppo del M5S Roberta Lombardi e Vito Crimi hanno diffuso una nota congiunta: “A nome di tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle esprimiamo la nostra ferma condanna per il folle gesto di violenza perpetrato poco fa davanti a Palazzo Chigi ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civile ai due Carabinieri in servizio ed al passante feriti. La democrazia non accetta violenza”. “Ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì – scrive sul suo blog Beppe Grillo – perché il nostro MoVimento non è assolutamente violento. Piena solidarietà alle forze dell’ordine e speriamo che sia un episodio isolato e rimanga tale”.

“Ora dobbiamo stringerci attorno alla famiglia, attorno alle forze dell’ordine: è il momento in cui ognuno deve fare il proprio dovere”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, dopo la visita all’Umberto I di Roma ad uno dei carabinieri feriti.

BAGNASCO, GRANDE MONITO ALLA POLITICA – Il ferimento dei due carabinieri davanti a Palazzo Chigi “é un fatto tragico” ed è “un grande monito per il mondo della politica”. Lo ha detto il presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco a margine di una visita pastorale a Genova. Angelo Bagnasco ha aggiunto che “il gesto sembra dettato dalla disperazione” e ha sottolineato che “di fronte alla disperazione di tanti che cresce c’é bisogno di reagire con grande condivisione e corresponsablità per affrontare i problemi gravissimi dell’occupazione, del lavoro e dello stato sociale”. Secondo il presidente della Cei la tragica sparatoria è dunque “un grande monito per il mondo della politica e in generale per tutte le persone che hanno delle responsabilità”. “Esprimo la mia vicinanza a tutte le persone coinvolte” ha concluso il cardinale Angelo Bagnasco che era in visita pastorale presso il vicariato S. Martino in Valle Sturla.

BOLDRINI, POLITICA DIA RISPOSTE A PAESE – “La politica deve tornare a dare risposte concrete ai bisogni delle persone” e “all’emergenza sociale” perché “la crisi trasforma una vittima in carnefice, come l’uomo che ha sparato oggi e questo ci deve metter in allarme”. Così Laura Boldrini, presidente della Camera, visitando il luogo della sparatoria davanti a p. Chigi.DA RADIO PIAZZA ITALIA

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