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Spari fuori dallo stadio, 10 feriti. Match si gioca, fischi all’Inno

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E’ stato sottoposto a provvedimento restrittivo Daniele De Santis, l’ultrà della Roma che è stato a lungo interrogato in serata in relazione al ferimento di tre tifosi del Napoli. Secondo la ricostruzione degli investigatori, De Santis avrebbe prima provocato alcuni tifosi partenopei e poi, dopo la loro reazione violenta, avrebbe fatto fuoco. L’uomo è ricoverato all’ospedale Gemelli con una gamba rotta.

Sono tre le persone ferite da arma da fuoco durante gli episodi di tensione verificatisi nella zona di Tor di Quinto. Si tratterebbe di tre tifosi napoletani. In quello stesso punto si erano verificate tensioni tra tifosi del Napoli e ultras romanisti infiltrati a cui sono seguiti momenti di tensioni anche con le forze dell’ordine.

Il ferito più grave, un tifoso napoletano di 30 anni, è in pericolo di vita. E’ ora ricoverato all’ospedale Villa San Pietro, dove si trova ricoverato anche un altro tifoso del Napoli, di 43 anni, ferito alla mano destra. Il terzo supporter partenopeo, 32 anni, ferito da colpo di arma da fuoco a braccio e polso, è ricoverato al Santo Spirito. Il proiettile ha raggiunto la colonna vertebrale del tifoso napoletano di 30 anni ferito. E’ stato rianimato, stabilizzato e drenato. E’ stata chiesta una consulenza ad un neurochirurgo. I chirurghi stanno valutando come estrarre la pallottola. La situazione è definita dai medici “stabile, ma critica”.

E’ stata trovata una pistola, all’interno di un vivaio, nella zona di Tor di Quinto, vicino al luogo in cui sono rimasti feriti a colpi di arma da fuoco tre tifosi napoletani. La pistola è presumibilmente quella utilizzata per ferire le tre persone, nei pressi dell’Olimpico. E’ quanto fa sapere una nota della Questura di Roma.

Sono complessivamente dieci le persone rimaste ferite durante alcuni momenti di tensione avvenuti nei pressi dello stadio Olimpico, prima dell’inizio della finale di Coppa Italia. Oltre ai tre tifosi napoletani feriti da arma da fuoco, c’è una persona con una gamba fratturata trasportata al policlinico Gemelli. Inoltre, tre feriti sono stati trasportati in codice verde all’ospedale Sant’Andrea mentre altri tre hanno rifiutato le cure in ospedale.

A scatenare un lancio di oggetti contro le forze dell’ordine nei pressi di Ponte Milvio sarebbero stati alcuni ultras della Roma, mescolati in mezzo agli altri tifosi che si stavano recando allo stadio Olimpico.

“Sto andando all’Olimpico per premiare Fiorentina-Napoli. Scontri con feriti gravi. Questi non sono tifosi ma solo delinquenti!”. Lo scrive su Twitter il presidente del Senato, Pietro Grasso, sugli incidenti che si sono verificati a Roma prima dell’inizio della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli in programma questa sera allo stadio Olimpico.

E’ cominciata con 45 minuti di ritardo, tra i fischi all’inno di Mameli e in un clima surreale, la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. La partita si è poi giocata in un clima di palpabile tensione sugli spalti. Un capo tifoso del Napoli, “Genny ‘a carogna”, seduto su una grata della curva Nord, ha partecipato alla convulsa trattativa che ha preceduto l’inizio dell’incontro. E’ stato lui a parlare col capitano del Napoli Hamsik, scendendo sul campo di gioco; ed è stato ancora lui, con ampi gesti, prima a chiedere il ritorno della calma in curva da cui erano state lanciate alcune bombe carta, e poi a dare l’assenso all’inizio della partita quando i funzionari delle forze dell’ordine sono andati sotto gli spalti per comunicare la decisione di giocare. “Genny ‘a carogna” indossava una maglia con la scritta “Speziale libero”, il giovane tifoso condannato per l’omicidio del poliziotto Raciti.

Invasione di campo da parte dei tifosi del Napoli al termine della finale di Coppa Italia vinta per 3-1 sulla Fiorentina. Al triplice fischio dell’arbitro Orsato, i sostenitori azzurri sono entrati sul terreno di gioco scavalcando le transenne della Curva Nord dello stadio Olimpico, mentre i tifosi viola urlavano il coro ‘O Vesuvio lavali col fuoco’

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