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Stop al fumo in auto con bimbi a bordo: il ministro Lorenzin prepara il decreto

A dieci anni dall'introduzione della legge Sirchia, si punta a estendere ulteriormente la lotta al tabagismo per tutelare i minori.

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“Papà non fumare, pensa a me”: nel prossimo futuro potrebbe essere questa frase a campeggiare sui cruscotti degli italiani, se dovesse davvero andare in porto l’iniziativa del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che punta ad estendere il divieto di fumo anche alle automobili in presenza di minori.

L’annuncio è stato fatto a ridosso del decimo anniversario della legge Sirchia, che nel 2005 segnò una svolta epocale nella lotta al fumo nel nostro Paese. “Già dieci anni fa ci ponemmo all’avanguardia grazie alla legge sul fumo”, afferma Eugenio Baraldi, Professore di Pediatria all’Università di Padova nonché ex presidente della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili  (SIMRI). L’attuale estensione del divieto alle auto rappresenterebbe dunque “un’iniziativa altrettanto all’avanguardia oltre che assolutamente corretta – aggiunge l’esperto –  che dovrebbe essere applicata anche in presenza di donne in dolce attesa”.

Accendere una ‘bionda’ in auto, infatti, “significa trasformare l’abitacolo in una piccola camera a gas: la concentrazione dei prodotti della combustione del tabacco – spiega Baraldi – è 10 volte superiore a quella che si crea se una persona fuma in una stanza a casa propria”. Il conto più salato per questa scorretta abitudine di vita finisce per essere pagato proprio dai più piccoli. “I bambini hanno vie aeree più piccole, in cui il fumo tende a concentrarsi e ad essere maggiormente assorbito”, precisa Baraldi. Questo può scatenare “asma, infezioni respiratorie, bronchiti. Alcuni dati sostengono che i bambini esposti ad elevate concentrazioni di fumo passivo (proprio come accade in auto) sono anche più predisposti all’insorgenza del tumore del polmone in età adulta, a causa delle modificazioni che vanno ad alterare l’espressione del loro Dna”.

Ancora più vulnerabile è il feto nella pancia della mamma. “Il fumo passivo favorisce lo sviluppo di vie aeree più piccole e perfino la nascita prematura, un fenomeno – conclude Baraldi – che oggi si verifica già nel 10% dei casi”. RADIO PIAZZA NEWS

E.B.

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