Quotidiano di informazione campano

STORIA EMITTENTI RADIOFONICHE: LE RADIO DEL PASSATO DELLA CAMPANIA

PRIMA RADIO DAL FEBBRAIO DEL 1971 LA PIU' LONGEVA ATTIVA D'ITALIA RAC

0

STORIA EMITTENTI RADIOFONICHE:

https://www.radioantennacampania.it/la-storia/

CAMPANIA

NAPOLI

RADIO ONDE SAN PAOLINO – OSP: Si tratta della prima emittente radiofonica privata italiana (Denominata anche radio libera o pirata), nasce infatti nel 1971 a Nola (Napoli) per iniziativa di Tony Napolitano e del tecnico Capezzuto. Trasmette in onde medie sui 98.500 4 ore al giorno musica folkloristica e canzoni napoletane. Lo studio è composto da una piastra, un vecchio registratore e un microfono da pochi soldi. La prima radio libera italiana diventa un caso nazionale tanto che la stampa si occupa dell’impresa. Nel 1973 cambia nome e diventa Radio Nola City.

RADIO NAPOLI PRIMA: Fm 101.800, per alcuni “Prima radio libera in Campania, quarta in Italia” (ma non è vero perché in Campania sono in corso le esperienze di Radio Onde San Paolino di Nola del 1971, Radio Nola City del 1973 e Radio X di Napoli del 1974; ed in Italia al maggio 1975 sono circa una ventina le emittenti trasmittenti), nasce nel maggio 1975 in via Cilea al Vomero fondata dal giornalista Rai Nicola Muccillo (già collaboratore nel 1968 del programma radiofonico “Per voi giovani” ed in seguito alla Radio Svizzera Italiana), Tony Ponticello (artista sperimentale, ideatore, realizzatore e anchorman di programmi radiofonici e televisivi),  Mario Franco (critico cinematografico), Armando Piazza, Arturo Morfino, Lucio Amelio, Valerio Caprara, Mino Argentieri e Lucio Seneca (giornalista e critico musicale). Gli studi di trasmissione ricavati nella casa del Muccillo. I primi programmi vengono diffusi da un vecchio valvolare di un aereo. Oltre la musica trasmette, informazione, dibattiti, cronaca, approfondimenti, cinema, teatro, arte e cultura. Gli amici improvvisano senza una scaletta e senza registrare nulla (oggi, infatti, non esiste alcuna testimonianza). Due notiziari al giorno, in collegamento con le redazioni di Paese Sera, Manifesto, Quotidiano dei lavoratori e Notizie Radicali. L’emittente è una delle prime voci libere partenopee che usa collegarsi via telefono con le redazioni dei quotidiani per commentare le notizie con i giornalisti di quelle testate. Per gli approfondimenti di varia umanità collabora con importanti istituti di cultura. L’emittente trasmette tutti i giorni dalle 12,30 alle 22 musica, rubriche varie, notiziari, spazi autogestiti. Fra i principali programmi del palinsesto sono seguitissimi MUSICA CLASSICA con G.Cesarini (tutti i giorni alle 14), SOCIETA’ E DIRITTO a cura del giudice Fulvio Uccella (lunedì alle ore 15), FENOMENOLOGIA DELLA MUSICA di Gianni Biasi (lunedì e venerdì alle ore 20), VIAGGI a cura di Roberto Arciprete (venerdì ore 15), PSICOLOGIA a cura di Roberto M.Sansone (lunedì e venerdì alle ore 18), RUBRICA CINEMA con Armando Papa (martedì ore 18,30 e sabato ore 20,30). Tra i collaboratori annovera Renato Marengo, Lucio Seneca, Gianni Cesarini. Grande musica, grande gente, grande professionalità. La sperimentazione si sposta essenzialmente sul piano dei linguaggi. La radio è il luogo dell’approfondimento, della radiofonia colta. Una radio aperta a tutti, dai radicali agli stalinisti, dalle femministe ai disabili, ai militanti del Movimento sociale. Ma i tempi non sono ancora maturi. Per ben due volte in diretta viene posta sotto sequestro dall’Escopost tramite i Carabinieri “per interferenze con il segnale pubblico”. La radio riprende. Sposta i locali in via Falvo 20. Entrano: Massimo Dessy, Enzo De Stefano. Difficoltà di carattere economico decretano nel 1976 il passaggio a Geppy Rippa che la politicizza facendola diventare il  primo nucleo campano di Radio Radicale (Ruggero Righini).

RADIO ARCI: FM 88.100 MHz nasce nel 1977 a Saviano (Napoli) per mezzo di un folto gruppo di amici: Franco Mirra (oggi affermato musicista e direttore di “Radio Napoli Emme”, “Radio Saviano”), Carmine De Rosa (oggi tecnico Rai), i f.lli Palotti, Emanuele Aievola, Franco Simeri (oggi nello staff di Radio Kiss Kiss). Presidente è Claudio Strocchia, direttore della radio Nicola Strocchia. Nel 1992 la radio interrompe le trasmissioni. Nel 2006 i vecchi membri dell’associazione e nuovi ragazzi associati presieduti da Francesco Strocchia decidono di far rinascere l’emittente, ma questa volta sul web. L’iniziativa venne suggellata da una manifestazione sui mezzi di comunicazione, “IrradiARCI. Propone un ricco palinsesto fatto di intrattenimento e tanta buona musica. Dal marzo 2009 presidente di Radio ARCI è Enzo Mauro. Quest’ultimo ed altri dieci soci, addetti a varie mansioni e tematiche, costituiscono l’attuale direttivo. (Ruggero Righini).

RADIO NOLA CITY: denominazione assunta a partire dal 1973 da Radio San Paolino, attualmente è denominata Radio Antenna Campania.

RADIO ANTENNA CAMPANA: emittente fondata nel 1975, irradiava i suoi programmi dai 93,900 mhz, nel 1993 ha ceduto le sue frequenze a Radio Nola City che però ha mantenuto la denominazione di Radio Antenna Campania, emittente tuttora in attività.

RADIO X: emittente di Napoli fondata da Pietrangelo Gregorio di Telenapoli – TeleDiffusione Italiana, iniziò a trasmettere nel 1974 dai 94,200 mhz. La X stava per “incognita” o “anonima”. Approfittando della posizione strategica della sua abitazione (sulla sommità di San Martino) il Gregorio installò gli studi ed il trasmettitore. Prese due brave presentatrici, Rossana Della Valle e la signora Flora, e diede vita all’emittente. Nonostante la radio avesse la funzione “civetta” guadagnò molti ascoltatori. Successivamente la sede venne spostata negli studi di Canale 21, scegliendo per la direzione e la gestione giornalistica Alfonso De Blasi che accoppiava alla buona preparazione artistica ottime doti di organizzazione e, soprattutto, un innato entusiasmo verso ogni iniziativa. Grazie ad Alfonso De Blase Radio X assunse un’importanza naturale nel settore delle trasmissioni radiofoniche e per molti anni risultò fra le prime classificate per l’originalità dei programmi. A Radio X ebbero il battesimo molti artisti divenuti poi famosi, come il gruppo dei Parlone, Antonello Rondi, il barone Fefè, Antonio Cacugna. A Radio X esordì anche la dottoressa Alma Manuela Tirone, futura mattatrice di Canale 21 e di altre televisioni private italiane.

RADIO NAPOLI CITY

RADIO SFOGLIARELLA: emittente nata nel 1976.

RADIO BIANCA NEVE: emittente nata nel 1976.

RADIO MB INTERNATIONAL: emittente nata a Qualiano nel 1979 per opera di Michele Riccardo e Bamby black. Trasmette ancora tuttora sui 95.350 MHz con un ripetitore di circa 2000 W posto in zona Castello Scilla in Marano per zona Napoli nord e basso casertano. Fra i collaboratori Gianni Urso. Attualmente unico proprietario rimasto è Michele Riccardo.

RADIO AZZURRA

RADIO MONTE DI PROCIDA SOUND: emittente nata alla fine degli anni ’70 che trasmetteva dal Monte Procida (da qui il nome) sui 90,200 mhz (Gianni Urso).

RADIO FRAGOLA: emittente di Afragola provincia di Napoli, da dove iniziò a trasmettere la mitica Giuliana Galasso di Radio Club 91.(Gianni Urso).

RADIO CASTELLO: emittente nata a metà degli anni 70 a Marano zona Castello Scilla e trasmetteva inizialmente sui 108 MHz diventati poi nel suo ultimo periodo di vita 87.500 MHz. (Gianni Urso).

RADIO ANFITEATRO

RADIO URANIA

RADIO QUARTIERI SOUND: Fm 100 e 105.300 MHZ nasce il 5 aprile del 1980 in un basso di vico Tofa a Napoli. per mezzo di Rosetta Pacetto detta “Rosetta della radio”. Radioascoltatrice appassionata, Rosetta si mette in testa di aprire la “sua” radio e per anni la radio è il suo primo pensiero la mattina e l’ultimo prima di andare a dormire. In breve tempo Rosetta e suo marito Vincenzo Gargiulo, detto “‘o gabbiano”, riescono nell’intento e diventano delle piccole celebrità locali, e con loro i figli che fanno i programmi. La radio organizza feste di piazza e raduni, le telefonate con i cantanti, le ospitate, le interviste in studio. Con l’antenna sopra il Vesuvio si sente su tutta la zona. Ben presto diventa un’istituzione. Innanzitutto per chi la ascolta e la utilizza per dediche, saluti, comunicazioni ma anche per i cantanti che cominciano a frequentarla. Nino D’Angelo, Mauro Caputo e Mario Trevi hanno sempre tempo per fare un salto a portare l’ultimo 45 giri, il giovanissimo Gigi D’Alessio porta in radio il suo primo LP, Mauro Nardi si fa vedere spesso e le fan si radunano nell’attesa che entri nella stanza delle trasmissioni. Poi le telefonate degli ascoltatori, di giorno e di notte. Chi vuole parlare, chi vuole ascoltare un pezzo, chi ha bisogno di lasciare un messaggio a qualcuno. Compresi i saluti dei detenuti, che inviano alla radio le lettere per la famiglia e ricevono messaggi che augurano ad interi padiglioni “una presta libertà”. Per un breve periodo Rosetta e Vincenzo fondano anche un tv: TeleVideoNapoli Onda Azzurra, che arriva fino a San Giovanni e Portici. Poi tutto finisce. E dopo la tv anche la radio chiude nel febbraio 2002. Lo studio di registrazione diventa uno scantinato dove conservare tutto il materiale e tutti i 33 giri. Centinaia di dischi con musica di tutti i generi, dalla dance ai cartoni animati passando per la napoletana. Una vita intera ammucchiata disordinatamente in grossi scatoloni che farebbero la felicità dei collezionisti. Le apparecchiature per l’alta e la bassa frequenza, i microfoni, i mixer costati milioni, i macchinari, invece, venduti o regalati. Rosetta (prima della sua scomparsa) ricordava: “I programmi li ho iniziati il 5 aprile del 1980. Tenevamo due frequenze, una locale e l’altra tramite ponte, con l’antenna sopra al Vesuvio. Lo studio lo tenevamo al piano di sotto di casa mia. Io non sono della zona, sono venuta da sposata, sono originaria di Capodichino, mentre mio marito è nato e cresciuto proprio in questa casa. Sono stata qua con lui per cinquantadue anni. A quell’epoca si potevano fare belle cose. Il periodo del terremoto abbiamo fatto ponte con altre radio nei posti dove era successo il peggio – Avellino, i paesi – e siamo riusciti a raccogliere qualcosa, mandavamo parecchia roba di vestiario. Passavamo per la chiesa della Concordia e il prete li mandava a loro. Oppure alla Befana raccoglievamo i giocattoli – devo tenere un sacco di fotografie di queste cose – e li portavamo agli ospedali, agli orfanotrofi. Oggi è diverso. Io credo che questo cambiamento è successo perché è cambiata la vita, ci sta molta disoccupazione e tutti quanti se vottano a fa’ quello che non dovrebbero fare. Ai figli miei se non li sistemavo io, chissà oggi che stavano facendo. La radio è durata fino a dieci anni fa, perché poi ebbi una brutta malattia e dovetti lasciare. Mio marito pure teneva un problema di salute, e quindi non eravamo più in grado di gestirla. All’epoca ci lavoravo io, mio marito e poi avevamo qualche amico, sempre dei Quartieri, che ci dava una mano. Ma lo facevano anche loro per passione, non pagavamo nessuno. Mettemmo insieme dieci persone, chi faceva il programma italiano, chi il napoletano, chi la discomusic, insomma variavamo, alle quattro facevamo pure il programma per bambini. Con il tempo ci siamo persi. Alcuni, quelli del quartiere, ancora li vedo, molti altri invece sono anni che non li vedo più. Ognuno di loro poi teneva un lavoro con cui campava. E infatti si dovevano conciliare le trasmissioni con gli orari di lavoro. Ogni programma non durava più di due o tre ore. Il mio andava sempre dalle 9 alle 13, fino a ora di pranzo. A fine giornata c’era il notturno, che lo facevano i figli miei fino a mezzanotte, dopodiché mettevamo il Revox e di notte la radio andava avanti. Mi dispiace che tutte queste cassette sono andate sperze quando ebbi l’intervento, con la malattia di mio marito che nel frattempo cominciava ad aggravarsi, e quindi vendemmo tutto. Quando cominciammo ad avere un po’ di successo venivano anche i cantanti come ospiti. Quelli che ci stanno ora sulla piazza sono venuti tutti quanti qua. Solo uno non è mai venuto: Mario Merola. Da Nino D’Angelo a Zappulla, a Moreno, Mario Trevi, cantanti che ancora oggi tenene ‘nu nomme. Mario Merola aveva un grande successo, ma come uomo era un po’ troppo… (fa un gesto con la mano indicando il cielo, come a dire “il padreterno”). Una volta andammo a una cena spettacolo a un ristorante dalle parti di Ercolano, perché ci stava lui a fare la serata. Noi stavamo proprio nel clou della radio, eravamo conosciuti. Io stavo fuori al ristorante con una conduttrice, stavamo fumando una sigaretta. Arriva lui e scende dalla macchina. Io mi avvicinai, ma lui si pose troppo come un superuomo. Allora me ne andai, dissi alla mia amica: “Neh, ma ch’ha capito chist’? Tu nun si nisciuno proprio! Tu oggi se sei qualcuno devi ringraziare le radio libere! O sinò stive ancora a scaricà int’o puorto!”. Nino D’Angelo invece era bellissimo. Io tenevo una conduttrice, e mio figlio Gaetano pure, che erano malati di D’Angelo. Un giorno D’Angelo mi telefona, io dissi: “Senti, io tengo a mio figlio Gaetano e la mia conduttrice che ti vorrebbero fare un’intervista, come vogliamo fare?”. Lui fa: “E qual è il problema! Io sto girando un film a Procida, tu vieni a Procida e non ti preoccupare”. Doveva essere la fine degli anni Ottanta. Andammo là, avemmo una bella accoglienza, lui ci portò nell’albergo dove stava con la troupe, addirittura ci voleva portare a Ischia perché dovevano fare una scena in un locale. Disse: “Ja gabbia’ vieni. Venite tutti quanti, vi faccio fare la comparsa”. Mio marito poi si metteva vergogna e non ci andammo. Allora ci accompagnò fino al porto, ci offrì un gelato e ci lasciò quando ce ne salimmo sul vaporetto. Troppo un signore, veramente. Come pubblicità all’inizio entrava poco e niente, riuscivamo a fare qualcosa di soldi perché organizzavamo un raduno per l’anniversario della radio, oppure la festa a Montevergine o altre feste a cui facevamo pubblicità in radio, e poi le mandavamo in diretta perché partecipavano i cantanti. Una volta facemmo pure la veglia dell’Immacolata, ma non era cosa per noi, ci stavano molte persone anziane, di notte, per strada, il freddo… E poi ci stava qualcuno che era un simpatizzante della radio e allora veniva una volta e ti faceva un regalo; oppure, che ne so, sposava la figlia, sponsorizzava il programma e ti faceva una regalia. Quello era il modo in cui andavamo avanti. Siamo stati pure i primi a fare le telefonate, però non percepivamo niente, era solo un contatto con la gente. Gli ascoltatori chiamavano in diretta, facevano i saluti, chiedevano il brano, però la cosa non si fermava là, si parlava del più e del meno, ti raccontavano i problemi loro; così come veniva, così la seguivamo, senza interrompere o senza tempi rigidi. A me piaceva il contatto con il pubblico, era una cosa che mi faceva trasformare. Quando scendevo al programma ero un’altra persona. A volte, quando c’erano gli ospiti, le conduttrici si sentivano a disagio e mi dicevano: “Fallo tu l’ospite, io non me la sento, tu sei più spigliata”, e stesso loro dicevano: “Ma tu sei un’altra persona quando fai il programma”. Il fatto è che questi con la loro intelligenza si credevano che dietro i microfoni ci stava una povera ignorante, mentre io sapevo arò l’aveva pognere… È stata una cosa importante, anche a livello personale, perché ho cominciato che tenevo trentacinque anni, ero giovane, e mi ha dato tante soddisfazioni l’emittente libera, pure come conoscenze, come cerchia di amicizie. Anche perché così come mi chiamava la signora affianco e quello del piano di sopra, a me me chiammavano pe’ tutte viche, pe’ tutte parte. Il segnale arrivava lontano. Un radioascoltatore mi chiamava sempre da Trapani, e per dimostrare che mi ascoltava mi mandava le cassette registrate dei nostri programmi. Tenevo un ponte radio che era una bellezza, con una frequenza sempre dichiarata, tutto in regola con i documenti, una potenza. Certo, dovevi stare a posto con tutto, tanto che quando uscì la legge, negli anni Novanta, molti di quelli che non tenevano dichiarata la frequenza, li andarono a chiudere. Qua sopra ai Quartieri ne chiusero diverse perché non stavano a posto. Anche se la maggior parte trasmettevano solo in zona, arrivavano al massimo a Ercolano, a San Giorgio, non come la nostra. Ci stava una grande competizione, una grande gelosia. E queste gelosie poi portavano a certi strascichi… Un periodo, per esempio, mi mandavano ogni tanto le guardie giù. Può darsi che mi posso sbagliare, che era qualcuno fuori dal giro delle radio, ma si può dire che io ogni tre giorni tenevo ‘a “Montecalvario” ncuooll’, che mi veniva a perquisire. Una volta venne un ispettore, allora dissi io: “Ispettò, voi avete avuto la lettera anonima? Mo vi faccio vedere quante ne ho avute io!”. Aprii il mobile e gliele feci leggere tutte. Ma erano a decine! Disse lui che era una donna, era la stessa grafia della lettera che teneva in mano lui, però era analfabeta, non sapeva scrivere bene. Mi chiese a chi potevo pensare. Io dissi: “Io penso a tutti e a nessuno”. Anche perché tu puoi sospettare, ma non puoi avere nessuna conferma. Poi solo con me ce l’avevano, con le altre radio no, evidentemente perché ero la prima. Era gelosia. Per qualche anno abbiamo tenuto pure la televisione, si chiamava “Onda Azzurra”, anche se la diffusione era solo locale, poteva arrivare fino a San Giovanni, Portici, perché con la televisione è più difficile. A volte facevamo i programmi in diretta, per esempio quando venivano i cantanti ospiti alla radio, li mandavamo anche sulla televisione; poi mettevamo i film, le cose per bambini nel pomeriggio, le registrazioni delle gite e dei raduni che facevamo. Però, devo dire la verità, a me piaceva di più la radio. Ti senti più a tuo agio, pure si te vuo’ fuma’ ‘na sigaretta… Invece quando andavi con la tivù ti sentivi un po’ osservato. Poi sia io che mio marito non siamo stati bene, abbiamo levato da mezzo. Capitava che avevi una rottura tecnica, magari di notte, dovevi andare dove stava il ripetitore, risolvere, non era roba da poco. Anzi, per alcuni mesi l’ho tenuta solo locale, mi vendetti la postazione del Vesuvio a un network, che ci stavano appresso da tempo alla frequenza mia. Vennero fino a qua, gente competente, con tutti i documenti, dissero: “Signò, noi stiamo sentendo la frequenza vostra da anni, tenete una frequenza proprio pulita”, e se la comprarono. Poi in verità ci sono state altre radio libere, amici di mio marito, che l’hanno venduta al doppio della mia, però ormai quella cosa era finita, e io volevo vendere. Così per qualche mese abbiamo fatto la locale, e poi chiudemmo il libro definitivamente. Le trasmissioni si sono chiuse nel mese di febbraio del 2002. Mi sono un po’ commossa, devo dire la verità. Qualche amico ancora lo tengo, nel giro, e gli potrei dire: “Siente famme fa’ ‘nu programma”. Che ne so, una volta alla settimana. Me lo darebbero subito”. (Ruggero Righini)

Massimiliano Napolitano

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.