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Strage Tunisi: arresto a Milano Marocchino arrivato su barcone

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Roma,21 mag. – Arrestato un marocchino di 22 anni, Abdel Majid Touil, che e’ stato catturato dalla Digos a Gaggiano, nel Milanese, perche’ sospettato di essere coinvolto nell’attentato al Museo del Bardo a Tunisi avvenuto il 18 marzo.

Touil e’ stato preso nei pressi della casa dove vivono la madre e i fratelli ed e’ indagato dalla procura di Milano con l’accusa di terrorismo internazionale. Touil, noto anche con l’alias Abdallah, si trovava in Italia un mese prima della strage.

Verifiche pm Milano su coinvolgimento Touil

Per il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “L’opposizione gioca sulla paura, noi arrestiamo chi fa paura”.
Il marocchino era sbarcato il 17 febbraio a Porto Empedocle in Sicilia insieme ad altri migranti e aveva ricevuto un provvedimento di espulsione. Ma non si sa ancora quando sia rientrato in Tunisia, ne’ quando sia tornato in Italia. La madre, regolare nel nostro Paese, ne aveva denunciato la scomparsa. L’allarme sulla sua presenza e’ arrivato dall’intelligence, ha raccontato il dirigente del Digos di Milano, Bruno Megale. “Lo abbiamo individuato solo ieri – ha spiegato – anche se sapevamo da tempo che bazzicava l’appartamento dei suoi”. L’appartamento si trova in via Pitagora. All’indagine hanno partecipato anche i Ros dei carabinieri.

Per il governo tunisino e’ fra i responsabili dell’attentato al Bardo sia nella fase di pianificazione che in quella esecutiva ed e’ un un reclutatore di jihadisti. Nel corso della perquisizione a Abdelmajid Touil, la Digos di Milano ha sequestrato del materiale, tra schede e appunti, che costituisce un ulteriore spunto di approfondimento delle indagini. Sono state avviate le procedure di estradizione che si  svolgeranno a Milano.

Dopo che il Ministero degli Esteri italiano avra’ inoltrato la richiesta di estradizione alla Tunisia, le carte verranno trasmesse da via Arenula alla Procura Generale che chiedera’ alla quinta Corte d’Appello, competente per questi casi, di fissare un’udienza camerale.

Un ‘nodo’ importante e’ quello della pena di morte, ripristinata in Tunisia dopo essere stata abolita. In teoria, la Costituzione italiana vieta l’estradizione in Paesi dove e’ prevista, a meno che non venga data la garanzia che non sia applicata nel caso specifico.

La notizia dell’arresto del marocchino e’ stata accolta con entusiasmo dal premier Matteo Renzi: “Grazie a Forze dell’Ordine che hanno arrestato in Lombardia uno dei ricercati strage di Tunisi. Orgoglioso della vostra professionalita’!”, ha commentato su twitter. Per il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, occorre “fermare partenze e sbarchi e controllare le frontiere subito”.

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