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Strangolata Firenze, fermato un uomo

Decreto di fermo per un extracomunitario. Fermato conosceva Ashley. Per fermo decisivo esame Dna. La 35/enne statunitense uccisa con un laccio, non ci sono segni di colluttazione. La donna ha aperto la porta all'assassino

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La polizia ha fermato un uomo, extracomunitario, nell’ambito delle indagini sulla morte di Ashley Olsen, la 35enne americana uccisa nella sua casa dell’Oltrarno fiorentino. Il fermo è stato disposto dalla procura di Firenze. L’accusa è di omicidio aggravato. La polizia ha eseguito un decreto di fermo disposto dalla procura di Firenze nei confronti del cittadino extracomunitario per omicidio aggravato ai danni di Ashley Olsen. I particolari saranno resi noti in una conferenza stampa fissata alle 10:00 di giovedì 14 alla procura di Firenze.

L’uomo fermato sarebbe un africano, probabilmente senegalese, attorno ai 25 anni. Potrebbe essere lui la persona sulla quale si erano concentrate le attenzioni degli investigatori anche attraverso le immagini delle telecamere di sicurezza e alcune testimonianze: un uomo già conosciuto dalle forze dell’ordine per questioni legate ala droga e che Ashley Olsen, la ragazza uccisa, aveva avuto modo di frequentare.

Sarebbe arrivata dall’esame del Dna la risposta che ha fatto scattare il fermo per l’extracomunitario accusato dell’omicidio di Ashley Olsen. Gli investigatori, arrivati sulle sue tracce grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza, stavano aspettando l’esito dell’esame scientifico per dare concretezza ai sospetti. Le telecamere avrebbero ripreso l’uomo e Ashley al mattino di venerdì scorso, il giorno prima del ritrovamento del cadavere. Testimonianze dicono che l’americana ha lasciato il locale ‘Montecarla’, dove aveva trascorso parte della notte, a tarda ora

 

E’ un conoscente di Ashley Olsen la persona sospettata di averla uccisa, strangolandola nella sua casa a Firenze. L’uomo, africano, sarebbe conosciuto nell’ambiente della droga: l’incontro con Ashley potrebbe essere legato a questo aspetto e potrebbe poi aver avuto uno ‘sviluppo’ di tipo erotico. Nel caso ci sia stato un rapporto sessuale, al momento l’autopsia non ha chiarito se sia stato consenziente. L’assassino ha strangolato Ashley usando un cavo o qualcosa di simile. Ulteriori passi delle indagini saranno legati anche a risposte di carattere scientifico.

Fondamentali, secondo quanto si è appreso, sarebbero state le immagini delle telecamere di sicurezza. Al momento, tuttavia, non ci sarebbero ancora elementi sufficienti per provvedimenti giudiziari, perché mancherebbero alcuni fondamentali riscontri.

La polizia scientifica è tornata stamane nella casa dove Ashley è stata uccisa. Motivo, proseguire il sopralluogo già iniziato subito dopo la scoperta del cadavere il 9 gennaio ed eventualmente raccogliere altri reperti di interesse investigativo seguendo indicazioni maturate nell’ambito delle indagini sull’omicidio, anche in relazione a nuovi aspetti emersi dall’autopsia.

Gli elementi raccolti fin dai primi accertamenti hanno indicato uno scenario: fin da subito ha trovato riscontri l’alibi del fidanzato di Ashley, il pittore quarantaduenne Federico Fiorentini, che sabato alle 14 ha scoperto il cadavere.

Non solo: la donna avrebbe incontrato il suo assassino dopo la nottata trascorsa con le amiche in un locale del centro, fra giovedì e venerdì scorsi. Restano aperte anche le altre ipotesi, perché gli indizi non sarebbero tutti univoci, ma quelli a disposizione sono significativi e indirizzano i sospetti. Oltre alle telecamere di sorveglianza del centro storico, nella ricerca del colpevole utili si sarebbero rivelati i racconti di alcuni testimoni e residenti della zona. Nel cercare di ricostruire uno scenario, gli investigatori sembrano tener conto anche il tipo di clientela del ‘Montecarla’, dove la trentacinquenne ha trascorso l’ultima notte: negli ultimi anni il locale è stato più volte chiuso dalla questura, di solito per questioni legate alla droga.

Ashley sarebbe uscita dal locale intorno all’alba di venerdì. Sarebbe stata sola, visto che le sue amiche erano andate via prima di lei. Tra loro “c’era un po’ di movimento, di tensione…, succede tra ragazze…”, ha raccontato una delle cameriere del locale. Dall’autopsia è emerso che Ashley non è stata strangolata a mani nude. L’assassino potrebbe aver usato il cavo usb o la catenina trovate nel monolocale. Il fidanzato ha trovato il cadavere sul letto, nudo. Sul corpo non ci sono segni che facciano pensare a una lotta fra la donna e l’omicida. Per stabilire se vi sia stato un rapporto sessuale o, addirittura, una violenza, gli investigatori attendono l’esito dei tamponi.

La procura ha anche disposto esami tossicologici per appurare se quella sera la donna abbia fatto uso di droghe o fosse ubriaca. Ancora non è stato trovato il cellulare della donna. Con ogni probabilità, l’assassino lo ha portato via. Questo potrebbe significare che fra i due c’è stato un contatto o, almeno, uno scambio di messaggi. L’appartamento è stato trovato a soqquadro. Ma fin da subito gli investigatori hanno escluso che si fosse trattato di una rapina. Nel disordine trovato nel monolocale, aveva colpito una sedia rotta. Gli investigatori della mobile, coordinati dai pm Giovanni Solinas e Luca Turco, hanno poi appurato che a distruggerla era stato il fidanzato, sotto choc dopo aver scoperto il corpo di Ashely.

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