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Stronze lunatiche? Ecco come fare degli “sbalzi d’umore” un punto di forza

Un saggio, "Moody Bitches", sottolinea i lati positivi della (super) sensibilità femminile. La stessa che - se ben incanalata - ci rende più adattabili e sensibili nei confronti degli altri e dell'ambiente che ci circonda

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Di recente, l’autorevole psichiatra newyorchese Julie Holland ha scritto un saggio dal titolo provocatorio “Moody Bitches” (letteralmente: “Stronze Lunatiche”), asserendo che l’emotività femminile sia una risorsa da non controllare o reprimere con i farmaci, ma piuttosto da sfruttare al meglio. Abbiamo chiesto alla psicologa milanese Serenella Ricci un parere in merito: in che modo sbalzi d’umore e iper sensibilità possono diventare punti di forza da sfruttare a nostro favore?

Umorali è bello: è d’accordo? 
Essere umorali vuol dire essere più sensibili e recettivi ai cambiamenti d’umore: se per gli eccessi di questa umoralità esiste una vera e propria etichetta diagnostica  –  parliamo di Disturbo Bipolare, che implica gravi alterazioni dell’umore -, quando viene invece mantenuta all’interno di un range di stati emotivi non disfunzionali non può che esserci d’aiuto: essere più sensibili ai cambiamenti emotivi vuol dire poterci sintonizzare meglio sugli stati d’animo, nostri e degli altri, diventare cioè empatici e ricettivi.

Nel saggio “Moody Bitches” si afferma infatti che noi donne siamo sì più umorali, ma anche più inclini a comprendere l’altro. In che modo?
L’umoralità tipica delle donne fa sì che gli stati emotivi provati non siano rigidi e coartati, ma al contrario fluidi: è proprio questa capacità che rende le donne più adattabili e sensibili nei confronti degli altri e dell’ambiente che le circonda in generale. Basti pensare all’empatia che le madri stabiliscono con i propri figli appena nati e non ancora in grado di esprimersi, o ancora nell’approccio intuitivo con cui il sesso femminile affronta i rapporti interpersonali e la vita in generale.

Le emozioni ci rendono anche più reattive; come possiamo incanalarle positivamente?
Viviamo in una società che richiede alti livelli di performance, nel lavoro come nella vita privata: questo implica un livello di stress e tensione molto alto ed ecco che spesso l’emotività viene vista come un peso. Sconsiglio vivamente di reprimere le proprie emozioni perché questo genera tensione e frustrazione. L’emotività non va soffocata, ma piuttosto gestita meglio. Non lasciamoci trascinare dalle emozioni, ma impariamo a riconoscerle, ad accettarle e ad agire in accordo con esse. Parola chiave: coerenza e accettazione.

Spesso temiamo le conseguenze dell’emotività. Cosa ci spaventa?
Le emozioni possono fare paura: se non riconosciute possono diventare dirompenti. Esse ci dicono cosa sta accadendo dentro di noi, fungendo da campanello d’allarme: cercare di imbrigliarle o metterle a tacere è controproducente. Dobbiamo imparare a viverle come alleate e non come nemiche. Essere emotive vuol dire saper accettare e gestire con maggiore disinvoltura e sicurezza i propri stati d’animo, avere meno timore della propria ricchezza interiore, anche quando questa implica delle contraddizioni. Questo potere è senza dubbio uno straordinario punto di forza di cui essere consapevoli.DI MARZIA NICOLINI PER RADIO PIAZZA NEWS

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