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Studenti sospesi, difesa a spada tratta delle mamme

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Durante la gita scolastica a Roma, ma difesi a spada tratta dai genitori, per i quali la punizione è esagerata. “Rischiano di perdere un anno per uno scherzo”, è la difesa dei ragazzi, tutti minorenni. Ma la scuola difende la decisione: “Episodio grave. Siamo dovuti intervenire con fermezza per far capire quali sono i limiti, il rispetto delle norme”. A rivelare il caso è il quotidiano La Stampa. Tra i ragazzi sospesi dal liceo di Cunero c’è anche lo studente preso di mira dai compagni. Secondo la scuola anche lui, infatti, avrebbe delle responsabilità nella vicenda perché ubriaco la sera in cui, durante la gita scolastica a Roma, i suoi compagni lo hanno spogliato, depilato e ‘decorato’ con caramelle. I protagonisti della vicenda sono tutti ragazzi di buona famiglia, alcuni dei quali hanno anche una media alta nei voti. I genitori di uno di loro ha deciso di fare ricorso contro la sospensione decisa dalla scuola.All’insaputa dei professori, una quindicina di loro si dà appuntamento in una delle stanze dell’albergo in cui sono alloggiati. Ridono, scherzano, poi prendono di mira uno di loro, forse ubriaco. Lo spogliano, lo depilano e lo ‘decorano’ con delle caramelle. Il tutto viene filmato con un cellulare. La ripresa, al loro ritorno a Cuneo, dove vivono e studiano, inizia a circolare via Whatsapp. Se ne accorgono anche i professori, che convocano i genitori e fanno scattare la punizione: per quattordici di loro arriva la sospensione, il 4 in condotta per tutti gli altri, che significa perdere l’anno. Sono gli stessi genitori a chiamare il quotidiano per difendere i propri ragazzi: “Li condannano a perdere l’anno, una rovina per molti con quello che oggi costa frequentare un liceo”. – “Nessuna marcia indietro da parte della scuola, ma ora si deve voltare pagina: i ragazzi avranno tutto il sostegno necessario per superare gli scrutini di giugno”. Lo afferma all’ANSA Germana Muscolo, presidente del liceo Peano-Pellico di Cuneo. “Un segnale educativo forte, quando si superano i limiti del consentito, deve essere dato – spiega la preside – ma credo che i ragazzi abbiano capito”. E, secondo la preside, anche i genitori: “La maggior parte sta collaborando con noi”.

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