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Tafferugli fuori dallo stadio a Cremona, il 50enne preso a sprangate è in coma

Sport radio piazza news-L'aggressione è avvenuta al termine del "derby" di calcio di Lega Pro fra Cremonese e Mantova

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Le condizioni di E. V., il 50enne colpito a sprangate ieri in via Mantova a Cremona. Il 50enne è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore della cittadina lombarda. “E’ stato sprangato al volto e alla testa – spiegano sempre i suoi compagni – e poi quando è crollato a terra i fascisti lo hanno preso a calci in faccia e in testa”. Stando a quanto ricostruito l’aggressione è avvenuta al termine del “derby” di calcio di Lega Pro fra Cremonese e Mantova e al termine di una serie di provocazioni che hanno coinvolto due gruppi di ultras della Cremonese, uno legato al Dordoni e l’altro a Casapound. Ma, secondo la polizia, l’aggressione avrebbe una matrice esclusivamente politica e non calcistica. I militanti del Dordoni parlano “di un vero e proprio agguato premeditato da parte di una cinquantina di fascisti di Cremona, Parma e Brescia armati di spranghe, che si sono staccati dal corteo dei tifosi per assaltare il centro sociale”. Il centro sociale di Brescia Magazzino 47 ha organizzato per questa sera alle ore 18 una manifestazione in piazza Loggia dopo gli scontri di ieri fra autonomi e Casapound a Cremona. «Si tratta di presidio antifascista per denunciare l’aggressione fascista avvenuta ieri sera a Cremona nei confronti del Centro sociale ‘Dordoni’ – hanno spiegato in un comunicato -. Un presidio in solidarietà agli attivisti colpiti da questa vile aggressione e di vicinanza ad Emilio, militante del centro sociale che si trova ricoverato in ospedale a Cremona in gravi condizioni».Una grande manifestazione antifascista, a Cremona il prossimo 24 gennaio. A promuoverla e’ la Rete della Conoscenza, il network promosso da Unione degli Studenti e Link – Coordinamento Universitario, dopo gli scontri avvenuti ieri sera. “La risposta sara’ immediata” – si legge in una nota degli studenti della Rete della Conoscenza – in tante citta’, da Torino a Bologna, da Brescia a Pisa, si terranno presidi di solidarieta’ e iniziative antifasciste di mobilitazione
territoriale. E’ il primo passo verso la manifestazione nazionale antifascista lanciata oggi dall’assemblea al Dordoni per il 24 gennaio a Cremona“. “Assistiamo ad un ennesimo vergognoso attacco di stampo fascista”, ha detto Riccardo Laterza, Portavoce nazionale della Rete della Conoscenza. “Esprimiamo la nostra massima solidarietà” – prosegue Alberto Campailla, Portavoce nazionale di Link – Coordinamento Universitario – “ai compagni del Dordoni e ci uniamo a tutte le voci che hanno dimostrato la loro vicinanza ad Enrico, ridotto in pericolo di vita”. “Come in altre occasioni, non ci facciamo intimorire – ha continuato Danilo Lampis, Coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – e ci impegniamo per una solidarieta’ attiva che nelle scuole, negli atenei e nelle nostre citta’ si opponga all’avanzata culturale e politica delle nuove destre xenofobe e neofasciste. Anche le istituzioni devono giocare il proprio ruolo: chiediamo la chiusura immediata delle organizzazioni neofasciste del Paese”. Già la notte scorsa,con  un’assemblea improvvisata, a poche ore dagli scontri all’uscita dello Zini con alcuni appartenente a Casa Pound, era stata presa la decisione di promuovere una grande manifestazione nazionale antifascista per sabato prossimo. La risposta del Centro Sociale Dordoni a quanto accaduto nel parcheggio di via Mantova era arrivata immediatamente e già si parla di diversi appartenenti alla galassia antagonista che sabato saranno a Cremona.  La Polizia in queste ore sta ricostruendo quanto accaduto, quando terminata la partita Cremonese-Mantova, un gruppo di militanti di Casa Pound si è scontrato con appartenenti al Centro Sociale Dordoni nel piazzale. Una situazione che difficilmente era prevedibile, anche perchè tradizionalmente i problemi si sono sempre verificati tra le due tifoserie “nemiche”. I cremonesi a questo punto si devono aspettare un sabato “blindato”, vista la tensione di queste ore.

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