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Teddy Reno, quella volta sul letto della Loren

"Totò mi ha insegnato il napoletano". La moglie Rita Pavone: "Tieniti caro il tuo organo vocale perché è l'unico che funziona bene!".

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“Io sul letto della Loren … L’unica sconfitta sentimentale della mia vita risale al lontano 1954. Sono un campione del mondo perché sono l’unico che è stato non nel letto ma sul letto di Sofia senza fare un tubo. E da triestino ho cantato in napoletano per Totò che mi insegnò a sfumare le canzoni”. Teddy Reno si confessa a Radio Club 91. E racconta di quella volta che la moglie (Rita Pavone) dichiarò alla tv svizzera: “Dico sempre a Teddy: tieniti caro il tuo organo vocale perché è l’unico che funziona bene…”.

Artista e cantante poliedrico, Reno svela un aneddoto dopo l’altro durante la trasmissione “I Radioattivi” condotta da Ettore Petraroli e Rosario Verde: “Sono triestino ma il mio autore Baratta mi chiese di cantare una canzone napoletana. Sofia Loren stava girando a Napoli “L’Oro di Napoli”, diretto da Vittorio De Sica, e siccome ci conoscevamo di vista andavo a trovarla quando era fidanzata con Achille Togliani. Però appena lessi sui giornali che il fidanzamento era andato a monte, mi dissi: cosa ho in meno del Togliani? Ci provo. E allora la rintracciai dopo un spettacolo a Tortona e la raggiunsi a Napoli di notte. Presi l’appuntamento per le 20 del giorno dopo, perché all’epoca non c’era l’autostrada del Sole e dovetti attraversare l’Appennino. Ma arrivai alle 23 quando Sofia aveva già cenato da sola ed era rientrata in camera all’hotel Vesuvio, anche perché alle 4 del mattino si sarebbe dovuta alzare per girare una scena all’alba. Convinsi con pochi spiccioli l’usciere a chiamarla in camera, lei già dormiva ma mi fece salire. Quando aprì la porta, la vidi con una vestaglia rosa che lasciava sognare tutto quello che c’era dentro. Io allora le volevo dare un bacetto sulla guancia ma lei mi diede un bacio vero. Pensai: è fatta. Preso da un raptus la spinsi sul letto e a quel punto lei mi disse: ma che ti sei messo in testa? E si ritrasse. Dovetti calmarmi per forza. Ma mi considero un campione perché sono l’unico che è stato non nel letto ma sul letto della Loren senza fare un tubo”.

Sull’incontro con Totò racconta: “Totò era rimasto colpito quando nel 1954 lanciai la canzone Statte vicino a ‘mme nel locale più in voga di New York, il Blue Angel. Quando rientrai al Waldorf Astoria Hotel, dove alloggiavo, il produttore della Titanus mi comunicò che Totò mi voleva come attore in un film che stava per girare. Ma come, pensai, Totò vuole far cantare le sue canzoni ad un triestino? Io ero un suo ammiratore da 30 anni e accettai subito. Tre mesi dopo abbiamo iniziato a girare il film e Totò ogni sera mi convocava nel suo appartamento di via Bruno Buozzi a Roma, dove mi ha insegnato a sfumare il napoletano. Totò era un grande maestro di napoletano. Quando, infatti, lanciai Accarezzami e ‘na voce e ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna molti napoletani credevano fossi napoletano come loro. Oggi che ho 88 anni e mezzo, la voce sta migliorando giorno per giorno tanto è vero che mia moglie, mia grande ammiratrice, ha dichiarato alla tv svizzera che mi dice sempre: tieniti caro il tuo organo vocale perché è l’unico che funziona bene…”. Infine un altro episodio con protagonista Totò: “Durante il film facemmo uno scherzo ad un signore della Titanus sul bacio tra me e Dorian Gray. Loro chiedevano che il bacio fosse casto perché altrimenti il governo non avrebbe dato i contributi. E così un giorno fingemmo una scena di sesso tra le urla del produttore. Naturalmente era tutto finto”.

Francesca Cicatelli

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