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Tentato omicidio, preso uomo dei Sarno: era ricercato dal settembre 2011, incastrato dal boss-pentito

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Nonostante fosse ricercato dalle forze dell´ordine per tentato omicidio non si era allontano di molto da casa. A Napoli, infatti, nel quartiere di Ponticelli è stato arrestato Gaetano Casillo, 44 anni, residente a Volla, pregiudicato ritenuto affiliato al clan camorristico dei Sarno, già operante nell´area orientale del capoluogo campano e in vaste aree della provincia. Viaggiava su un´auto Audi A3 lungo via Botteghelle  quando gli uomini dell´Arma gli hanno imposto l´alt per dei controlli, alla vista dei militari Casillo ha tentato la fuga.
L´uomo e´ stato inseguito, raggiunto e bloccato dopo un inseguimento non facile tra le vie di Ponticelli. Dopo l´arresto e´ stato tradotto nel centro penitenziario di Secondigliano.

Gaetano Casillo era ricercato dal 22 settembre 2011, quando il tribunale del riesame ne aveva disposto la custodia in carcere per tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, dopo che a gennaio 2011 era stato messo in libertà a seguito dell´annullamento dell´ordinanza di custodia cautelare che gli era stata notificata, per lo stesso reato, il 20 dicembre 2010. In quell´occasione le indagini svolte dai carabinieri della Tenenza di Cercola e  coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, riguardarono due filoni investigativi: uno riferito a 6 omicidi e 2 tentati omicidi nell´ambito di una faida per il controllo criminale del territorio e l´altro all´imposizione del pizzo, con numerosi episodi estorsivi ai danni di imprenditori e commercianti.
In particolare a Casillo, insieme a Giuseppe e Nicola Sarno, Carmine Caniello e Ciro e Carmine Esposito, e´ considerato tra i partecipanti all´agguato in cui sarebbe dovuto morire Fabio Caruana, un affiliato proprio alla cosca dei Sarno. Un tentato omicidio pianificato e messo in atto il 15 maggio 2006 vicino alla casa materna della vittima, nei pressi della quale Casillo aveva una casa ove il gruppo di fuoco attese l´arrivo della vittima predestinata. A fare chiarezza sull´agguato a Caruana fu Giuseppe Sarno, detto o´mussillo, prima capoclan poi pentito, che con le sue dichiarazioni portò all´ordinanza contro gli uomini del clan, fra questi proprio Casillo. Sarno raccontò agli inquirenti che fu lui a chiedere un punizione per Caruana, quello fedelissimo del clan, per conto del quale era stato inviato a Volla a gestire gli affari legati alla droga per conto della famiglia criminale del Rione De Gasperi. L´uomo però dopo essersi trasferito a Volla si era avvicinato al gruppo camorristico dei Veneruso. Alle dichiarazioni del boss si sono aggiunte negli anni quelle di altri tre collaboratori Carmine Caniello, Carmine Esposito e Ciro Esposito.
Lo stesso Sarno parlò dell´agguato agli inquirenti della Dda, sottolineando i motivi che lo avevano spinto ad agire contro quello che era un appartenente alla cosca. La mia intenzione era quella di spaventare Caruana, ha raccontato il pentito, Quando incaricai i due di compiere quell´azione per me era indifferente se lo spaventassero semplicemente, lo ferissero o addirittura lo uccidessero. Voglio dire che non mi ero fermato a sottilizzare su ciò che doveva essere compiuto, limitandomi a dire loro di sparare a Caruana. Sapevo peraltro che sia Carmine Caniello che Ciro Esposito non avevano un buon rapporto con il Caruana, verso cui erano anche indebitati. Caruana, dopo i primi tempi da quando si era spostato a Volla, era per noi diventato inaffidabile in quanto si era legato troppo agli uomini del clan Veneruso.

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