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Termina la mostra fotografica di Evan De Vilde a Bacoli

Risposta di pubblico positiva per l’artista archeorealista alle Terme Stufe di Nerone.

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Si è conclusa l’esposizione fotografica di Evan De Vilde, ospitata all’interno delle sale delle Terme Stufe di Nerone di Bacoli; un’iniziativa che, grazie ai positivi riscontri avuti, era stata prolungata dagli organizzatori sino al 30 giugno. Le opere del geniale ed eclettico artista, fondatore dell’archeorealismo, sono state esposte a partire dal 25 novembre 2013, riscontrando un crescente interesse da parte dei visitatori che hanno potuto apprezzare, nella suggestiva cornice delle sale delle Terme Stufe di Nerone, le opere ottenute mediante l’utilizzo di nuovi linguaggi fotografici. È la scanografia la particolare tecnica con la quale Evan De Vilde ha composto le sue immagini, assemblandole mediante il sapiente utilizzo di uno scanner, arricchendo di ulteriori significati le figure associate. Alla base dell’archeorealismo, movimento artistico entro cui si inseriscono le opere dell’artista, c’è la concreta volontà di scardinare le tradizionali concezioni del tempo, utilizzando reperti archeologici, fossili o utensili di uso comune nelle varie epoche, reinseriti in contesti moderni, attuali, contemporanei, riuscendo così a creare opere d’arte del tutto originali. Un esempio della particolare forza espressiva di queste immagini è data dall’opera “A Buon Mercato” nella quale viene proposto, su di un immaginario banco di vendita, il fossile di un pesce affiancato da due monete antiche, in cui tutta la composizione si presenta in un perfetto equilibrio cromatico. Altre opere di rilevante importanza tra le venti che sono state esposte in occasione della mostra fotografica sono: “Modelli”, due pagine tratte da antiche pubblicazioni di diversa matrice, una in latino e l’altra in arabo, sovrapposte ad una terza tratta da uno spartito musicale, pongono in evidenza la grandissima e mai sufficientemente valutata importanza della scrittura; “Strumentazione”, che parte da un assortimento di oggetti che evocano una ipotetica sala operatoria: due strumenti chirurgici arcaici, due forbici di diversa misura ed una pinzetta. Opere particolari e di assoluta originalità che raccontano una poetica nuova e sorprendente, capace di dar vita a progetti artistici di grande spessore e di forte attrazione.2014-01-17 14.17.33

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