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TERREMOTATI ABBANDONATI DALLE ISTITUZIONI, MARTEDI’ A LACCO AMENO MANIFESTAZIONE DI PROTESTA

Gennaro Savio per radio piazza news

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Cresce la rabbia tra i cittadini delle zone terremotate dell’isola d’Ischia che a oltre  due mesi di distanza dal sisma del 21 agosto scorso, si sentono totalmente abbandonati da quelle Istituzioni che in un paese degno di poter essere definito civile e democratico avrebbero già progettato, finanziato e avviato la ricostruzione. E invece, dopo le passerelle mediatiche, i rappresentanti istituzionali tricolore sembrano aver già voltato le spalle a chi col terremoto ha perso casa e tranquillità. Infatti alle passerelle sono al momento seguite solo tante chiacchiere mentre presso la stragrande maggioranza delle scuole danneggiate non sono ancora iniziati i lavori di messa in sicurezza e nulla si sa circa il futuro abitativo di chi si ritrova la casa inagibile. In piazza Marina a Casamicciola Terme, presso l’ex “Capricho” di Calise, si è tenuta una riunione tra i cittadini e i vari rappresentanti istituzionali alla quale, però, oltre ad essere assenti i rappresentanti di alcuni comuni isolani, non era presente neppure il  commissario per l’emergenza Giuseppe Grimaldi. Al tavolo della presidenza erano seduti solo i primi cittadini di Casamicciola e Lacco Ameno a cui i presenti non hanno risparmiato critiche circa la scarsità di risultati ottenuti attraverso l’interlocuzione istituzionale con Regione e governo nazionale. La disgrazia più grande per le popolazioni dell’isola d’Ischia è rappresentata  dal fatto di continuare a scegliersi, nel segreto dell’urna da decenni a questa parte, una classe dirigente che, politicamente parlando, a difesa degli interessi collettivi non è in grado neppure di gestire l’ordinario figuriamoci, poi, quando c’è da affrontare drammatiche emergenze come quella di un terremoto. Una classe dirigente, quella isolana, che non conta nulla persino verso i propri referenti politici e di partito della regione e del governo centrale da cui, invece, dovrebbero riuscire ad ottenere ciò che chiedono i cittadini solo attraverso un semplice dialogo istituzionale. E invece sindaci e assessori hanno applaudito alle passerelle mediatiche ed elettorali dei loro amici onorevoli di centro, centrodestra e centrosinistra, dei ministri della loro stessa appartenenza politica e di ex capi di governo come Silvio Berlusconi senza ottenere nulla per i nostri territori: assurdo! E tutto questo mentre i terremotati del centro Italia ad oltre un anno dal sisma, nonostante i milioni di euro raccolti con catene di solidarietà, sono stati abbandonati al proprio destino di disperati senzatetto: che vergogna! Mai come in questo momento gli isolani avrebbero bisogno di sindaci disposti ad andare a “battere” i pugni sulle scrivanie di chi ha il dovere di pianificare, finanziare e avviare la ricostruzione ma ci rendiamo conto che per fare questo ci vorrebbe quella credibilità politica che i nostri amministratori non hanno essendo espressione politica di quei partiti che da decenni stanno affossando l’Italia e impoverendo il popolo italiano. Per il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista guidato da Domenico Savio, i cittadini di Casamicciola, Lacco Ameno e Forio rimasti senza casa hanno una sola possibilità per vedersi riconosciuti i propri diritti di terremotati. Quella di rivendicarli con la lotta. Una lotta che se vorrà essere vincente, dovrà essere scevra dalla strumentalizzazione dei partiti presenti in parlamento e dai rappresentanti istituzionali isolani e condotta con determinazione e coerenza senza ammiccare alle false promesse elettorali che nei prossimi mesi abbonderanno sempre più con l’avvicinarsi delle elezioni politiche. Così com’è avvenuto per la tragedia degli abbattimenti delle case di necessità per la quale sono state avanzate solo false promesse elettorali, poi, una volta presisi i voti, parlamentari e governanti di tutti gli schieramenti politici da oltre dieci anni a questa parte non hanno mai avuto la volontà politica di risolvere il problema e le abitazioni continuano ad essere abbattute. Intanto per martedì prossimo 7 novembre è stata indetta una prima manifestazione di protesta. L’appuntamento è per le ore 10.00 in piazza Capitello a Lacco Ameno.

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