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Terremoto in Nepal, un anno dopo

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Binita ha 13 anni e, ad un anno dal terremoto, il suo sorriso nasconde ancora tanta paura. Come altre centinaia di migliaia di bambine e di bambini nepalesi, ha vissuto momenti terribili.

Ma c’è qualcosa che ha fatto la differenza nella vita di Binita e non solo nella sua: la solidarietà e l’affetto di tutti coloro che stati vicini alla popolazione del Nepal in quel tragico momento.

In questi 12 mesi siamo riusciti a realizzare tanto per questi bambini. Scopri il percorso che abbiamo fatto per arrivare fino a qui.

Molte cose le abbiamo realizzate da subito, come la distribuzione a quasi 7.000 persone, per la maggioranza bambini, di tende per ripararsi dai monsoni. Dopo sei mesi, abbiamo realizzato 38 strutture scolastiche temporanee (TLC) che hanno potuto far tornare a scuola circa 1.500 bambini e aiutarne complessivamente circa 9.000. Ancora qualche mese e abbiamo reso quelle stesse strutture adeguate ad affrontare le temperature invernali, aggiungendo finestre e riscaldamento.

La mia scuola era inagibile e oggi è sicura, ho ricevuto materiale didattico e soprattutto una borsa di studio. 
È importante per me sapere che c’è chi s’interessa al mio futuro. E vorrei che non ci si dimenticasse di noi, siamo in tanti ad avere ancora bisogno di una mano”. È l’appello di Binita.

In Nepal la strada da fare è ancora molta. Per questo, abbiamo dato il via a un programma per incentivare le attività dei piccoli produttori rurali nei distretti di Chitwan e Makwanpur e al contempo ristrutturare gli edifici scolastici ancora danneggiati.

Sono coinvolte dal progetto almeno 200 famiglie di 5 villaggi, ma possiamo fare ancora di più e raggiungere un numero sempre maggiore di bambini e di famiglie grazie al tuo aiuto!

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