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Torre del Greco, calunniò due vigili urbani: alla sbarra il capogruppo dell’Udc in consiglio comunale

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TORRE DEL GRECO –

Calunnia e falsa testimonianza, alla sbarra il capogruppo dellUdc in consiglio comunale. Non cè pace per gli «inquilini» di palazzo Baronale: non bastassero le varie emergenze con cui si deve confrontare la squadra di governo cittadino, arrivano nuovi guai giudiziari per i politici di Torre del Greco.

Si è aperto davanti al giudice monocratico Maria Concetta Criscuolo del tribunale di Torre Annunziata il processo a carico di Gaetano Frulio, lavvocato civilista a capo del primo partito della maggioranza guidata dal sindaco Gennaro Malinconico: unudienza-lampo per incardinare il procedimento, successivamente aggiornato al mese di ottobre. Insieme al capogruppo dellUdc sono finiti a giudizio Agostino Calabrese e Teresa Orzo, ritenuti dagli investigatori tutti complici di una ricostruzione ad hoc per «inguaiare» due vigili urbani del locale comando di polizia municipale.

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Tutto ruota, infatti, intorno a una banale lite per questioni di viabilità: in pratica, lavvocato civilista intervenne per difendere una donna fermata in via Cimaglia al volante della sua auto. Al termine dei successivi controlli, gli uomini in divisa agli ordini del comandante Andrea Formisano elevarono un verbale immediatamente contestato dalla «vittima»: al punto che la donna riuscì a ottenere lannullamento del verbale da parte del giudice di pace e successivamente denunciò i due caschi bianchi allautorità giudiziaria, citando come testimoni lavvocato civilista – allepoca dei fatti un «semplice» cittadino – e Agostino Calabrese.

Durante le successive indagini a carico dei caschi bianchi del Comune, il pubblico ministero incaricato dellinchiesta ascoltò prima Teresa Orzo e successivamente i due testimoni. La ricostruzione dei fatti evidentemente non convinse il pm della procura di Torre Annunziata, pronto a invocare e a ottenere per la sedicente «vittima» dei vigili urbani e i suoi due testimoni il rinvio a giudizio per falsa testimonianza e calunnia ai danni dei due agenti di polizia municipale. Toccherà adesso al giudice monocratico Maria Concetta Criscuolo fare piena luce su una storia al momento ricca di coni dombra e sicuramente sgradevole per un esponente di spicco dellamministrazione comunale che aveva puntato tutto sulla legalità per segnare il passo rispetto al passato.

Daltronde, il capogruppo dellUdc non è il primo consigliere comunale a inciampare nella rete della giustizia: prima di Gaetano Frulio era toccato a Pasquale Brancaccio – allopposizione con il simbolo dellApi – finire a processo per la guerriglia urbana scatenata al termine del derby della vergogna Turris-Ebolitana del 17 gennaio 2011. Come lavvocato civilista, pure il mobiliere di via Piscopia era stato rinviato a giudizio prima dello sbarco a palazzo Baronale e si trova adesso alla sbarra da consigliere comunale.

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