Roi Nibalì è tornato: la prima vittoria nel Tour è una liberazione. “È stata una grande sofferenza”. Fatica persino a sorridere al traguardo il campione d’Italia, le prime parole sono solo di ringraziamento, anche a se stesso: “È una vittoria per me, per la mia famiglia e per l’Italia”.
L’ANALISI — Nibali spiega com’è nato il trionfo di La Toussuire: “Questa mattina ne avevamo parlato con i ragazzi e un ringraziamento va ai miei compagni: l’obiettivo era cercare una fuga, l’andatura era molto alta, non c’è mai stato tanto spazio. Sappiamo che la prima settimana è stata nera, ora la dedica è per la mia famiglia per quelli che mi sono stati vicini, ma oggi ho trovato anche un tifo impressionante da parte del pubblico francese”. Ora magari scatta la caccia al podio: “Oggi era importante per la tappa, guadagnare qualcosa in classifica era difficile, domani è dura con l’Alpe d’Huez, ma ci proveremo”.
LA POLEMICA — Il successo di La Toussuire lascia indietro anche uno strascico pesante: “Froome mi ha aggredito con parole dure sul pullman dopo la tappa – ha spiegato Nibali – , ma io non sapevo niente di quello che era successo. Cosa mi ha detto? Non le riferisco, sono state troppo dure, troppo ingiuste per essere ripetute”. Cosa era accaduto? La maglia gialla era rimasta indietro per un guaio meccanico proprio nel momento in cui l’italiano ha piazzato lo scatto decisivo sul Croix de Fer. E alla fine ha attaccato l’azzurro. LA FONTE G. D. S. PER RADIO PIAZZA NEWS