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Trovata la mappa in una casa di via Gramsci,Coca dalla Campania

Dal ritrovamento di un registro con i nomi dei presunti clienti di Giocondi arrestato nel 2013 la Mobile ha ricostruito la rete che coinvolge anche insospettabili pescaresi. Obbligo di dimora per due di Simona De Leonardis

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PESCARA. «Mo te lo dico papale papale, non c’è l’amico mio che lo porta, devi aspettare domani sera, capito?». Parla e prende accordi il pescarese Massimo Giocondi che non sa di essere ascoltato quando, due giorni dopo l’ennesima conversazione con un presunto acquirente, viene arrestato dai poliziotti che nella sua abitazione di via Gramsci, in pieno centro a Pescara, trovano 600 grammi di cocaina. È il 28 marzo del 2013 quando, oltre alla droga, gli uomini dell’antidroga diretti dall’ispettore superiore Nicolino Sciolè e coordinati dal capo della Mobile Pierfrancesco Muriana, trovano nascosto nella cappa del camino dell’appartamento di Giocondi un brogliaccio con nomi e soprannomi degli acquirenti della cocaina e il denaro da riscuotere. È da qui, e dalle intercettazioni precedenti e successive all’arresto di Giocondi, che gli investigatori della Mobile sono andati avanti in questi mesi fino a scoprire e a smantellare, grazie anche ai tabulati telefonici, un presunto traffico di droga tra Pescara e la Campania che ieri ha portato alla denuncia di 24 persone, alle perquisizioni a Pescara, Montesilvano, Silvi e Ortona (a casa dei presunti spacciatori di secondo livello) e a due misure cautelari, con l’obbligo di dimora e il divieto di allontanarsi di notte dalle rispettive abitazioni nei confronti di Giovanni Cozzolino ed Ernesto Pauciullo, napoletani di 51 anni ritenuti dall’accusa i rifornitori di Giocondi. Gli stessi che nei congelatori di casa, come hanno verificato ieri i poliziotti che gli hanno notificato le ordinanze, custodivano un bel po’ di arrosticini, prova delle loro frequentazioni pescaresi.

Ma a parte la nota di colore, le indagini, grazie alle intercettazioni e ai tabulati, hanno ricostruito, al di là dei 600 grammi sequestrati a Giocondi, un traffico di almeno due chili di stupefacente tra la Campania e Pescara. Secondo l’ordinanza, firmata dal gip Maria Michela Di Fine su richiesta dal pm Gennaro Varone, Giocondi (in carcere per un’altra storia di droga) sarebbe stato il punto di arrivo dello stupefacente proveniente dalla Campania, che lui provvedeva a smistare, tenendo la contabilità dei clienti tra spacciatori di secondo livello, rom e insospettabili tra cui il titolare di un bar, un’impiegata e un rivenditore di auto. Clienti che, come si evince dalle intercettazioni, si rivolgono a Giocondi per prendere tempo sul saldo della droga («Mi servono un paio di giorni, sto facendo un’operazione..»), con Giocondi che li tranquillizza, salvo poi sentirsi dire da Cozzolino: «digli Ernesto (Pauciullo ndr) non vuol sapere niente, perché ti ha prestato i soldi e lui deve comprare la macchina… digli che ha rotto il ca…»

Simona De Leonardis  per radio piazza news

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