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Turismo, Confapi: persi 800 milioni, niente tasse per chi assume

Il presidente del gruppo Giovani, Di Santis: decontribuzione per rilanciare economia

NAPOLI – «La parola d’ordine è non alzare le tasse, ma ridurle. Con un’economia uscita malconcia dalla pandemia e previsioni tutt’altro che rosee sul futuro del mercato soprattutto nell’Italia meridionale, la strada per il rilancio non può che essere quella dettata dal premier Mario Draghi: non è questo il momento di prendere soldi, con imposte, balzelli, tasse di successione; ma è il momento di dare soldi, iniettare liquidità nel sistema approfittando anche dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza».

A dirlo è Massimo Di Santis, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.

«L’economia italiana, che di suo ha già molti problemi, e non da oggi, dev’essere aiutata con una massiccia azione di riduzione del carico fiscale. La decontribuzione, non lo scopriamo oggi, aiuta a creare posti di lavoro. Una occupazione in crescita è l’elemento caratterizzante di una economia sana».

«In Campania il turismo ha bruciato, nel 2020, circa 800 milioni di euro, dicono le stime degli istituti di ricerca. Altre decine di milioni sono andate in fumo per i danni arrecati al settore della ristorazione e dei ricevimenti che solo oggi, grazie alle green card, riescono a vedere la luce in fondo al tunnel. Il che significa migliaia e migliaia di lavoratori, e quindi di famiglie, che hanno perso il lavoro e che non producono reddito. Consentire alle aziende di non pagare i contributi per i dipendenti che rientrano dalla cassa integrazione è fondamentale per offrire agli imprenditori l’occasione di preparare nuovi progetti di sviluppo per le proprie imprese e, di conseguenza, per il territorio».

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