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Ucciso per errore, svolta nelle indagini: il pensionato assassinato durante un tentativo di rapina a un imprenditore

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E’ stato trasmesso alla Procura ordinaria il fascicolo sulla morte di Mariano Bottari, l’anziano ucciso per errore ieri mattina a Portici (Napoli). Dalle indagini, infatti, è emerso che il colpo che lo ha raggiunto al volto è stato sparato nel corso di un tentativo di rapina a un imprenditore e non di uno scontro nell’ambito della criminalità organizzata, come si era ipotizzato fino alla tarda serata di ieri.

Dopo un primo sopralluogo, compiuto in mattinata da un pm della Procura ordinaria, il caso era stato affidato alla Direzione Distrettuale Antimafia e in particolare al pm Claudio Siragusa; si stava verificando in particolare se i killer intendessero sparare al responsabile di una piazza di spaccio.

La successiva presentazione ai carabinieri dell’imprenditore probabilmente preso di mira dai banditi ha provocato un nuovo cambio nella titolarità del fascicolo, trasmesso definitivamente alla Procura ordinaria.

IL RACCONTO DELL’IMPRENDITORE
“Non ho sentito gli spari e non mi sono reso conto che qualcuno era stato ucciso; l’ho saputo dalla tv”: a parlare è l’imprenditore che ieri, a Portici, era il vero bersaglio dei colpi di pistola che hanno invece ucciso Mariano Bottari, 75 anni, uscito di casa per andare a fare la spesa e completamente estraneo a quello che stava succedendo.

La testimonianza avvalora l’ipotesi del tentativo di rapina all’imprenditore come causa della sparatoria di ieri mattina a Portici, anticipata stamani da Il Mattino. L’imprenditore, titolare di alcuni impianti di benzina in Campania, si è recato spontaneamente dai Carabinieri dopo essersi reso conto di quanto accaduto.

Secondo il suo racconto, le minacce, armate, dei due rapinatori sono cominciate nel quartiere di San Giovanni a Teduccio. “Ho visto l’arma, ho avuto paura e ho accelerato”, ha detto. Da lì si è scatenato un inseguimento lungo le strade della periferia di Napoli e di Portici, fino a via Scalea dove i due hanno iniziato a sparare uno o più colpi e dove Bottari è rimasto vittima. “E’ quando ho visto i servizi alla tv che mi sono reso conto di quello che era successo – il suo racconto – I due che mi inseguivano e che mi hanno urlato di consegnare tutti i miei incassi e di volermi uccidere avevano il casco integrale”.

Le indagini sono concentrate nelle aree della periferia di Napoli da dove potrebbero essere giunti i due mancati rapinatori. In particolare, i Carabinieri stanno analizzando le immagini delle telecamere di una vasta area di Portici e stanno raccogliendo le testimonianze delle persone che si trovavano nella zona al momento del delitto.

TRE GIORNI DI LUTTO CITTADINO
Fino a giovedì 31 luglio tre giorni di lutto cittadino a Portici. A proclamarlo il sindaco nicola marrone che esprime “a nome dell’intera cittadinanza e dell’amministrazione comunale dolore e sconcerto per la tragica scomparsa del concittadino rimasto vittima di un’efferata e barbara uccisione”.

Nel dispositivo il sindaco ha evidenziato “il profondo turbamento che ha colpito l’intera comunità cittadina causato da questo drammatico avvenimento e si stringe intorno ai familiari partecipando al loro grande dolore” ritenendo “doveroso” proclamare il lutto cittadino, in segno di “profondo rispetto e vicinanza alla famiglia di mariano bottari, interpretando il comune sentimento della cittadinanza”. Il lutto cittadino

prevede, tra l’altro, l’abbassamento delle serrande di tutti gli esercizi commerciali, delle imprese e delle attività artigianali in concomitanza con le cerimonie funebri e l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e l’affissione di manifesti di lutto.

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