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Un altra strage familiare un carabiniere uccide le figlie ferisce moglie è si uccide lui

CRONACA RADIO PIAZZA NEWS

Una mattanza, questa volta a Cisterna di Latina dove un carabiniere ha ucciso le due figliolette e ha tentato di ammazzare la moglie. L’ennesima famiglia distrutta da un uomo che non accetta la separazione; Luigi Capasso, carabiniere in servizio a Velletri, 44 anni, all’alba ha aspettato la moglie che usciva di casa per andare al lavoro alla Findus, le ha sparato, poi si è barricato in casa con le bambine di 7 e 13 anni. e ha intavolato una lunga trattativa con le forze dell’ordine che avevano raggiunto il balcone dell’appartamento a fianco. Ma non c’è stato nulla da fare: le bambine sono state uccise e l’uomo si è suicidato. La donna, unica sopravvissuta, è ricoverata in gravi condizioni al San Camillo.

Una tragedia annunciata, dicono gli amici. Alcuni punti sono ancora da chiarire: Antonietta Gargiulo, 39, aveva già subito almeno una aggressione dal marito, anche davanti alle figlie, secondo quanto ha raccontato il suo avvocato, Maria Belli. La donna ne aveva parlato con i superiori del marito, al comando di Velletri, ma questo non ha cambiato le cose perché lui ha rifiutato ogni tentativo di mediazione da parte dei colleghi. L’aspetto più inquietante è che l’uomo è rimasto in possesso della sua pistola d’ordinanza, con la quale ha compiuto la strage. Dopo l’aggressione, che si è consumato all’inizio di settembre, Antonietta aveva presentato un esposto (non una denuncia) in questura a Latina, e un altro ancora a gennaio, al Commissariato di polizia di Cisterna, dove anche l’uomo aveva presentato un esposto contro di lei. In entrambi i documenti, però, la donna non avrebbe mai fatto riferimenti specifici ad aggressioni subite ma avrebbe dato solo indicazioni generiche su determinati comportamenti del marito. Entrambe le segnalazioni sarebbero state vagliate senza che emergessero fatti penalmente rilevanti.

L’appuntato Luigi Capasso sul balcone di casa durante le trattative (Ansa)

Questa mattina, dunque, Capasso, che viveva negli alloggi dellla caserma di Velletri fuori casa da quando la coppia si era separata, alla fine della scorsa estate, ha atteso la moglie nel box all’alba e le ha sparato tre colpi. Poi le ha preso le chiavi dalla borsetta ed è salito in casa. I vicini di casa dicono di aver sentito altri spari dopo quelli esplosi in garage e questo significherebbe che il carabiniere ha colpito le due figlie subito dopo essere entrato in caso.

L’uomo, barricato in casa, ha intavolato un’estenuante trattativa durata alcune ore, fino al primo pomeriggio, con i colleghi nel terrazzo di fianco a quello in cui lui si trovava che gli chiedevano di lasciare l’arma e liberare le figlie. Alle 13.15 tutto si è tragicamente concluso: l’uomo ammette di aver ucciso le figlie, entra in casa e punta l’arma contro di sé. A quel punto i suoi colleghi hanno fatto irruzione nella casa e hanno trovato i corpi delle bambine: Martina, colpita all’addome nel suo letto, aveva 13 anni, Alessia, uccisa nel letto matrimoniale, solo 7. Entrambe frequentavano la scuola media.

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