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UN BUON LAVORO ESEGUITO DALLA GUARDIA DI FINANZA. Beni confiscati alla Union Delta

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L’Ufficio Stampa del Comando Provinciale della Guardia di Finanza ha diffuso questa mattina il  comunicata che potete leggere qui sotto. Riguarda la UNION DELTA, la società che si occupa della security e dei controlli radiogeni all’aeroporto di Caselle. Sagat sta comunque lavorando, da tempo (l’accordo sindacale è della scorsa primavera) a creare una propria Sagat Security, per la quale sono stati formati ed addestrati una mezza dozzina di dipendenti  Sagat e Sagat Handling. La loro attività sarà comunque, almeno inizialmente, limitata a taluni varchi speciali o di servizio, mentre il controllo dei passeggeri resterebbe demandato ad una società esterna (che in questo momento è la Union Delta).  Siamo ovviamente sempre disponibili ad accogliere ulteriori precisazioni da parte di tutti. (AC)  

  

INDAGINI UNION DELTA: LA GUARDIA DI FINANZA DI TORINO ESEGUE SEQUESTRI PATRIMONIALI FINO A 22 MILIONI DI EURO.  IMMOBILI, TERRENI, CONTI CORRENTI, TITOLI AZIONARI E QUOTE DI PARTECIPAZIONE IN DIVERSE SOCIETA SOTTOPOSTI A SEQUESTRO PREVENTIVO PER EQUIVALENTE.  LO SCORSO SETTEMBRE ERANO GIA STATI ARRESTATI, PER GRAVI REATI TRIBUTARI E FALLIMENTARI, 10 DEI PRINCIPALI ARTEFICI DI UN ARTICOLATO SISTEMA DI FRODE NEL SETTORE DELLA VIGILANZA PRIVATA.   

 

Oltre 70 Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino e di altri 26 Reparti del Corpo dislocati in 10 Regioni, stanno procedendo, in queste ore, allesecuzione di un decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, di immobili (tra cui una villa con un parco di 3000 mq ed annessa piscina a Roma, nonché appartamenti di pregio nella capitale e a Venaria Reale [TO]), terreni, saldi attivi di conti correnti, titoli azionari e quote di partecipazione in numerose società fino ad un ammontare complessivo di 22 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dalla Dott.ssa Alessandra Bassi, Giudice per le Indagini Preliminari presso il locale Tribunale, mira a cautelare beni e disponibilità per un valore pari allillecito profitto, realizzato attraverso un articolato sistema di frode nel business della vigilanza privata.  

Lodierna attività rappresenta lepilogo di unindagine denominata Operazione Idra, condotta dal Nucleo Polizia Tributaria Torino e coordinata dal Dott. Vincenzo Pacileo, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica del capoluogo piemontese. Il richiamo al mostro mitologico dalle innumerevoli teste simboleggia la capacità di riproduzione del meccanismo truffaldino scoperto dalle Fiamme Gialle, tramite il quale società apparentemente distinte fra loro, ma di fatto riconducibili ai medesimi personaggi, tutte operanti nel settore della vigilanza privata, pur svolgendo regolarmente la propria attività, venivano pilotate verso il fallimento procurando dolosamente uno stato dinsolvenza, ovvero formalmente trasferite in altre sedi dItalia o allestero (Argentina e Gran Bretagna), oppure poste in liquidazione.  

Il sistema fraudolento messo in piedi dal sodalizio criminale era collaudato ed in atto da alcuni anni: quando le imprese erano ormai prossime al collasso, la parte sana veniva fatta confluire in nuove società, attraverso la cessione del ramo dazienda (prevalentemente crediti e pacchetto clienti). Il core business proseguiva, così, senza soluzione di continuità, attraverso una ragnatela di nuovi soggetti giuridici con denominazioni simili. In capo alle vecchie compagini sociali, portate al fallimento o trasferite solo sulla carta, restavano i debiti tributari, mai onorati.  

Il 26 luglio 2012 erano state eseguite un centinaio di perquisizioni in tutta Italia nelle sedi di 14 società, tutte operanti nel settore della vigilanza, nonché presso i domicili degli indagati; il 25 settembre scorso, invece, erano state eseguite 10 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei principali artefici dellassociazione per delinquere, finalizzata alla commissione di reati tributari e fallimentari: Ezio Morettini, Raffaele Di Pasquale, Fernando Calamela e Paolo Gherlone, operanti nelle società piemontesi; Sante Runci, Raffaele Lazazzara, Stefano Diomedi ed Antonio Pirottina, responsabili delle aziende di Roma; il commercialista Angelo Schena e lavvocato Lorenzo Quaranta di Bari.  

Questa mattina, nei confronti di 8 di loro, sono scattati i sequestri di beni e disponibilità, in modo da assicurarne la successiva confisca, in caso di condanna definitiva, in relazione allomesso versamento di I.V.A. e di imposte sui redditi per un importo complessivo superiore a 22 milioni di euro.  DA RADIO PIAZZA NEWS OGGI

 

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