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Un milione nel giorno dei 4 Papi Wojtyla e Roncalli dichiarati santi

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“Ad onore della Santissima Trinita’, per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana, con l’autorita’ di nostro Signore Gesu’ Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato piu’ volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato, dichiariamo e definiamo Santi i Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e li iscriviamo nell’Albo dei Santi e stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i Santi. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Poco dopo le 10 di oggi, 27 aprile 2014, papa Bergoglio legge (in latino) la formula con cui proclama due nuovi santi della Chiesta cattolica, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II.

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“San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II, i nuovi santi pastori del Popolo di Dio, ci insegnino a non scandalizzarci delle piaghe di Cristo, ad addentrarci nel mistero della misericordia divina che sempre spera, sempre perdona, perche’ sempre ama”. Ecco la preghiera di Papa Francesco al termine dell’omelia della messa per le canonizzazioni dei due predecessori, celebrata in piazza San Pietro insieme al Papa Emerito Benedetto XVI e a piu’ di 100 cardinali di tutto il mondo, davanti a una platea di quasi un milione di fedeli mentre molti milioni seguivano il rito in Tv.
  Bergoglio ha dunque scelto il momento della massima visibilita’ del suo Pontificato per indicare quale sia la direzione che la Chiesa deve imboccare: quella dell’accoglienza e del perdono, verso i divorziati risposati e in genere tutte le persone che vivono in situazioni irregolari, non a caso nella conversazione di qualche mese fa con i superiori generali, Francesco aveva confidato la sua preoccupazione per l’allontanamento dei figli delle coppie di fatto dovuto al rifiuto dei sacramenti.

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“Nel suo servizio al Popolo di Dio, San Giovanni Paolo II e’ stato il Papa della famiglia”, ha affermato ricordando che “avrebbe voluto essere ricordato, come il Papa della famiglia”. “Mi piace sottolinearlo – ha aggiunto – mentre stiamo vivendo un cammino sinodale sulla famiglia e con le famiglie, un cammino che sicuramente dal Cielo lui accompagna e sostiene”. Poi ha evocato anche San Giovanni XXIII: “Nella convocazione del Concilio ha dimostrato una delicata docilita’ allo Spirito Santo, si e’ lasciato condurre ed e’ stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata, guidata dallo Spirito Santo. Questo e’ stato il suo grande servizio alla Chiesa; e a me piace pensarlo come il Papa della docilita’ allo Spirito Santo”. Roncalli e Wojtyla “sono stati due uomini coraggiosi, pieni dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bonta’ di Dio, della sua misericordia. Sono stati sacerdoti, vescovi e papi del XX secolo. Ne hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti. Piu’ forte, in loro, era Dio; piu’ forte era la fede in Gesu’ Cristo Redentore dell’uomo e Signore della storia; piu’ forte in loro era la misericordia di Dio che si manifesta in queste cinque piaghe; piu’ forte era la vicinanza materna di Maria”.

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“I due nuovi santi non hanno avuto – ha spiegato il Pontefice – vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello , perche’ in ogni persona sofferente vedevano Gesu'”. La sottolineatura di Bergoglio e’ anche una rivendicazione – davanti al mondo intero e alla Chiesa – della propria visione della Chiesa, che deve essere come un ospedale da campo che accoglie chi soffre e non un tribunale che condanna. “In questi due uomini contemplativi delle piaghe di Cristo e testimoni della sua misericordia dimorava – ha osservato – ‘una speranza viva’, insieme con una ‘gioia indicibile e gloriosa’. La speranza e la gioia che Cristo risorto da’ ai suoi discepoli, e delle quali nulla e nessuno puo’ privarli. La speranza e la gioia pasquali, passate attraverso il crogiolo della spogliazione, dello svuotamento, della vicinanza ai peccatori fino all’estremo, fino alla nausea per l’amarezza di quel calice”. “Queste – per Papa Francesco – sono la speranza e la gioia che i due santi Papi hanno ricevuto in dono dal Signore risorto e a loro volta hanno donato in abbondanza al Popolo di Dio, ricevendone eterna riconoscenza”. “Che entrambi – ha chiesto il Pontefice ad alta voce – intercedano per la Chiesa affinche’, durante questi due anni di cammino sinodale, sia docile allo Spirito Santo nel servizio pastorale alla famiglia”.
  Emozionante l’abbraccio che Francesco ha riservato a Benedetto XVI prima e alla fine della celebrazione. La folla ha salutato con ovazioni il ‘giorno dei 4 Papi’.

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Un fiume di gente multieta’ e multilingue si e’ riversato nella zona di San Pietro e dintorni, ma anche altri luoghi di Roma erano affollati di pellegrini che hanno potuto assistere alla funzione attraverso maxischermi dell’Opera Romana Pellegrinaggi in collaborazione con Eni/Agi, che prima della messa, trasmettevano notizie, filmati e foto dei due Pontefici, da oggi santi. Altre ovazioni da stadio quando Papa Francesco, salutati il presidente italiano Napolitano e le altre autorita’ presenti, ha compiuto a bordo della jeep un giro in lungo e largo in piazza San Pietro e ha riservato un ‘fuori programma’, percorrendo, sempre in auto, una parte di via della Conciliazione.

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Alla fine il lento deflusso della folla ma molti sono gia’ in fila per entrare nella Basilica per venerare gli altari dove riposano i due nuovi Santi.

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