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Una candela accesa e un drappo bianco alla finestra per la festa di San Giuseppe

IL PAPA OGGI PREGHIAMO INSIEMETante le diocesi, i movimenti e le realtà ecclesiali che in queste ore stanno accogliendo l’invito all’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana in occasione della festa di San Giuseppe del 19 marzo. L’intervista a don Fernando Fornerod, consigliere generale dell'Opera Don Orione

OGGI nel giorno dedicato al custode della Santa Famiglia alle 21, la Cei invita ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare i Misteri della luce del Rosario e ad esporre fuori dalla finestra una candela accesa e un drappo di color bianco. Si tratta di una proposta dal forte valore simbolico , che il Papa ha raccomandato oggi di seguire e che sarà trasmessa in diretta da Tv2000. Il sito internet dei vescovi italiani invita a pregare con le parole di Leone XIII: “A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme a quello della tua santissima Sposa”.

Le iniziative a Torino

La diocesi di Torino da parte sua ricorda la possibilità, per altri momenti di preghiera, di recitare la supplica alla Vergine Consolata e Consolatrice, patrona del capoluogo piemontese: “Eleviamo a te la nostra filiale supplica affinché, per la tua intercessione materna, discenda su tutti la misericordia di Dio, Padre di ogni consolazione. In questo tempo di grande sofferenza per tutti facciamo appello alla tua fedele protezione costantemente dimostrata nei secoli”. “Santissima Vergine Maria, mettiamo nelle tue mani la difficile situazione che non solo la nostra Città, ma l’Italia tutta e il mondo intero stanno attraversando. In particolare ti affidiamo i malati e le persone tribolate nel corpo e nello spirito delle nostre famiglie e dei nostri ospedali, insieme ai medici e agli operatori sanitari, agli educatori e agli operatori sociali. Accompagna tutti con la tua presenza materna, perché l’esperienza del dolore non offuschi il sostegno della fede. Accompagna i defunti e in particolare quelli che in questo periodo sono morti a causa del coronavirus a incontrare il Figlio Tuo nel suo Regno”.

La vicinanza dell’Opera Don Orione a chi soffre

Tra le varie realtà e movimenti che stanno accogliendo l’invito dei vescovi italiani, anche l’Opera Don Orione. “Per noi famiglia carismatica orionina – spiega don Fernando Fornerod, Consigliere generale responsabile della comunicazione dell’Opera –  è stata una opportunità in più questo invito della CEI a recitare insieme il Santo Rosario a casa, avendo cura di tutte queste misure che ci chiedono le autorità. Ma ci fa ricordare anche una cosa molto bella, perché tutti quanti ricordiamo quanto il Santo Padre sia devoto a San Giuseppe, come si è espresso lui stesso nella omelia all’inizio del suo Ministero Petrino e sono queste le sue parole: “Giuseppe custode perché sa ascoltare e sa leggere con realismo gli avvenimenti e è attento a ciò che lo circonda e sa prendere decisioni più sagge”. Ecco prendere le decisioni più sagge per curare chi è malato ma anche sostenendo l’impegno di tanti medici, infermieri, volontari… È straordinario questo momento, perchè una primavera di umanità, che sta tirando fuori il meglio di noi stessi e al momento che ci prendiamo cura degli altri e San Giuseppe è proprio un modello che ci ispira”.

R – Abbiamo molte case di cura per anziani e per persone con disabilità nel nord Italia che stanno vivendo proprio una situazione molto difficile. Ho fatto un giro di telefonate ieri, e ho sentito la sofferenza ma anche l’impegno di tanti volontari, tanti impiegati, dei nostri religiosi che stanno a fianco e curando diciamo le nostre perle, quindi è l’impegno in prima linea. E poi sostenere la speranza si traduce in un impegno di carità effettivo questa è la cosa più importante. Non lasciarsi trascinare dalla disperazione ma essere impegnati nella carità, pensando alla solitudine la quale ci porta sofferenza come un atto d’amore. Questa è la cosa che ci ha insegnato don Orione ma questo è il Vangelo stesso.

R – Nel giro di poche settimane, non sappiamo se a causa del coronavirus, ma in circostanze difficili abbiamo perso già cinque sacerdoti e sei religiose. Intanto l’altro ieri è morta una madre generale delle Piccole Suore. Quindi il nostro impegno non è qualcosa che abbiamo sentito, è una sofferenza che ha bussato alle porte della nostra Comunità, ma che ci aiuta a rinforzare ancora di più questo impegno per gli ultimi, per i per i più sofferenti per quelli che si sentono soli. Quindi la figura di San Giuseppe è per noi un grande modello in questi momenti.

L’invito della Chiesa Italiana per il 19 marzo è accompagnato in rete dal sito chiciseparera.chiesacattolica.it che, con l’obbiettivo di sostenere spiritualmente tanta gente “in questo tempo di prova e di difficoltà per tutti”, si propone di raccogliere le buone prassi messe in atto dalle varie diocesi italiane. Tra gli altri strumenti offerti dall’Ufficio Liturgico della Cei va segnalato un sussidio che ogni settimana propone testi e riflessioni relativi alla liturgia del giorno.

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