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UNA GIORNATA PER CLAUDIO VALERIO GAETANI A CASTELLAMMARE DI STABIA

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Claudio Valerio Gaetani, italo-guatemalteco nato  a Maddaloni nel 1967 è uno scrittore, narratore, drammaturgo, poeta, pittore, designer e regista di teatro, è figlio della scrittrice e giornalista Marta Mena e dell’ingegnere Ludovico Gaetani, un grande promotore di cultura e teatro in Guatemala. Nel 1992, dopo gli studi in Guatemala, Messico e Brasile, Claudio va in esilio a Napoli, dove vive fino a novembre del 2011, quando ritorna in Guatemala. Nel ’96 in Italia comincia a lavorare come pr di alcuni ristoranti. Seguendo la tendenza dei Murder Party anglosassoni, Claudio introdusse il concetto interattivo di Cena con Delitto, per il quale ha scritto circa 400 testi. Un lavoro teatrale durato 18 anni.

 

Dicono di lui: (tratto da Claudio Valerio Gaetani – The Next Art Studio – Loffredo Editore – 2005 – nello stesso catalogo i suoi lavori di grafica e design e i suoi quadri)

Alejandro José Gonzales Argenal:

“Abbiamo lavorato per anni insieme ma ci vediamo da ancora più anni e discutiamo ogni tema, ogni lavoro, ogni visione di futuro e la verità è che non finisco mai di conoscere la quantità di “sombreros” che è capace di indossare e di indossare saldamente, non fa nulla a metà, non consegna nulla a metà, consegna tutto se stesso e così complesso com’è, fa tutto con semplicità e la cosa più importante, con sincerità. Mi ha chiesto di scrivere qualcosa sulla sua opera, mi chiede l’impossibile, controllando ogni foglio, ogni linea, ogni colore, ogni tratto, ci si trova con un Claudio diverso, completo, mai a metà, si trova tutto. Forse questa frase si avvicina un poco a descrivere la sua opera o i suoi lavori che sono lui stesso. Claudio Poliedrico, multifaccetico, intagliato come un diamante”.

Fulvio Loffredo:

“Il mondo ha un’anima… un’anima migrante. Essa è viva, pulsa come un cuore e scorre rapida nelle viscere della terra (…) E’ costretta, lei, a vagare di continuo per scegliere un punto da cui possa pervadere qualcuno o qualcosa della sua essenza (…) un varco. L’anima del mondo vaga e sceglie, e poi scorre fluida nel suo passaggio e ne amplifica a dismisura l’ispirazione: Saffo l’ha riconosciuta in una notte di pianto, Budelaire l’ha intravista nel fumo d’oppio, un bambino l’ha baciata con  il viso della madre. Claudio Gaetani è un varco”

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