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Una schiarita di fine anno nel segno fiducia

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La svolta di Portovesme, il piano LavoRas da 127 milioni di euro, il Reddito di inclusione sociale rifinanziato con 45 milioni, il decreto del Mise che abbatterà i costi per le imprese energivore: il 2017 si chiude con una iniezione di fiducia profonda in tessuti sociali simbolo della crisi economica nell’Isola. “In Sardegna ci può essere e ci sarà uno sviluppo industriale”, ha decretato in un’intervista Carlo Calenda. Il ministro dello Sviluppo economico è forte degli enormi passi avanti fatti sul fronte della madre di tutte le vertenze: Alcoa.

Entro il 15 febbraio lo smelter sarà ceduto dalla multinazionale americana a Invitalia, il braccio operativo del Governo nella gestione dei rilanci industriali, e subito dopo a Sider Alloys, il nuovo investitore svizzero che l’11 gennaio a Roma illustrerà il piano industriale ai sindacati. Sul piatto ci sono 140 milioni di euro con agevolazioni di Mise e Regione Sardegna per circa 94 milioni. Più complessa, ma prossima a una soluzione, la situazione di Eurallumina. Almeno 350 operai sono in attesa che l’iter per l’autorizzazione del piano di rilancio si concluda. “Gennaio 2018 deve essere l’ultima e non più prorogabile scadenza”, è stato l’ultimatum lanciato il 22 dicembre scorso dal portavoce degli ex operai, Antonello Pirotto, direttamente a Calenda, che poco prima aveva fatto visita ai vecchi dipendenti Alcoa.

Intanto, gli ex lavoratori delle due aziende sono al sicuro sul fronte ammortizzatori: in scadenza il 31 dicembre, saranno prorogati sino al 30 giugno 2018, come previsto per le aree di crisi complessa di Portovesme e Porto Torres, e come stabilito in questi giorni a Villa Devoto con una delibera di Giunta. Al provvedimento sono interessati in 970: 630 del Sulcis, il resto di Porto Torres. Dove, intanto, l’atteso progetto Matrica incentrato sulla chimica verde ancora non decolla. Si è parlato di passi indietro del principale investitore, Eni, ma sempre il titolare del Mise ha smentito: “Ho incontrato l’ad che ha confermato l’impegno della società. Matrica è il futuro, uno dei grandissimi investimenti di sviluppo indispensabili per l’Italia”.

Ma se a Porto Torres e Portovesme si “respira” grazie anche al paracadute per le aree di crisi, c’è un terzo polo industriale – l’area di Ottana – che il decreto Sud non ha considerato, e che invece sta soffocando. Da queste parti, dopo la chiusura delle fabbriche – Ottana Polimeri e Ottana Energia – centinaia di lavoratori vivono in condizioni di precarietà. Per molti è preclusa la possibilità di accedere alla mobilità in deroga. E’ il caso dei 130 ex dipendenti dell’azienda tessile Legler.

A loro è destinato uno stanziamento specifico di circa 2,3 milioni all’interno del pacchetto LavoRas contenuto nella Finanziaria che sarà approvata il 9 gennaio. Più difficile la situazione degli operai di Polimeri, una sessantina già licenziati, e di Ottana Energia, dove sono in arrivo altri 70 esuberi. “Il quadro è drammatico – ha sottolineato Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale – i fatti si stanno consumando nell’indifferenza generale. La Regione definisca un piano di rilancio”.

Chiedono una proroga degli ammortizzatori anche i lavoratori della ex Keller di Villacidro, in attesa che eventuali investitori si facciano avanti. Attesa anche per gli operai della miniera di Olmedo: a dicembre la metà ha perso la mobilità. In Finanziaria sono stati stanziati 910mila euro per affidare a Igea la messa in sicurezza del sito, impiegando preferibilmente il personale della miniera. C’è infine la carovana dei 520 ex Ati Ifras del Parco geominerario: 118 saranno assorbiti dall’Igea a partire da gennaio 2018 e per un anno.

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