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Rassegna teatrale Saviano – La compagnia “ ‘O Spassatiempo“ ha presentato “Il marito di mio figlio”

per l'ufficio stampa: Antonio Romano. “ Il marito di mio figlio” è una moderna commedia degli equivoci che affronta con ironia quello che molti considerano un tabù: il matrimonio omosessuale. E’ una storia dai toni brillanti, che trova il suo essere nella coscienza dei personaggi e si introduce con tranquilla leggerezza, con eleganza, nei loro labirinti.

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Saviano- Rassegna teatrale 12° edizione. Grande consenso di pubblico e di critica per la proposizione sul  palcoscenico savianese dell’associazione teatrale O Spassatiempo “; un gruppo proveniente da Tufino. La compagnia teatrale si è già distinta in Rassegna per alti riconoscimenti: è vincitrice di una delle prime edizioni.  L’opera, proposta in questa occasione, è dell’autore  D. Falleri, “ Il marito di mio figlio” per la regia di Franco Tortora. È lo stesso regista che ci parla di questo lavoro scenico:  “Il momento di sposarsi non è solo rose e fiori, ma crea anche tanti momenti di tensione nella coppia e tra chi gli è più vicino e gli vuol bene. Ma che succede se a decidere di sposarsi è la coppia formata da Giorgino e Michele? Questa brillante commedia di Daniele Falleri non vuole essere un manifesto contro o a favore dei gay e delle unioni civili, argomenti che tanto stanno appassionando l’opinione pubblica in questo momento, ma di sicuro invita tutti a fare una serena riflessione su questo argomento, cercando di sdrammatizzare e ricordando che, alla fine, c’è sempre e solo lui a reggere le sorti del mondo e della storia: l’ amore con la A maiuscola”. In scena, il quadro degli attori che meritano citazione: Alberto Tortora, Giuseppe Barbato, Nunzia Masucci, lo stesso Franco Tortora, regista e attore, Antonella Napolitano, Nino Spagnuolo e infine Mariapia Giacchino.

Una tematica che, si dia il caso, è strettamente attuale dato che la legge sulle unioni civili è stata approvata, di recente, al Senato della Repubblica italiana. Dopo settimane di dibattiti e controversie il maxiemendamento, frutto dell’accordo Pd-Ncd, è stato votato al Senato ottenendo 173 voti favorevoli . La nuova normativa, “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, è divisa in  parti: la prima introduce, appunto, nell’ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale. Una precisazione dovuta; ma la compagnia “O Spassatiempo” di Tufino ha voluto solo una storia da raccontare, scenicamente parlando. Un lavoro teatrale ben distinto da altre loro passate rappresentazioni; di apprezzati autori ma di stampo più partenopeo. Questo lavoro proposto al pubblico è più in lingua nazionale anche se non mancano alcuni accenti e casuali refusi riferiti al contesto linguistico campano che non ne alterano affatto il valore. Per quel che riguarda l’autore, in sintesi: Daniele Falleri è un regista e sceneggiatore. Nato a Pontedera si trasferisce a Roma nei primi anni 90.

Sia  in televisione che in teatro è autore di numerose sceneggiature. Esordisce nella regia cinematografica nel 1996. In seguito firma la sua prima regia teatrale. Numerose le regie di altri spettacoli tra i quali un noto kolossal musicale . Per quel che riguarda le sue opere si ricorda: lo spettacolo tragicomico “Oddio mamma!”, la trasposizione di “Harry ti presento Sally”  e appunto “Il marito di mio figlio” all’epoca proposto con la partecipazione  di Andrea Roncato e Monica Scattini. In TV è sceneggiatore di varie serie dal 1999 al 2009 . Sono inoltre pubblicate numerose sue sceneggiature e testi teatrali dalla casa editrice Titivillus. “ Il marito di mio figlio” è una moderna commedia degli equivoci che affronta con ironia quello che molti considerano un tabù: il matrimonio omosessuale.  E’ una storia dai toni brillanti, che trova il suo essere nella coscienza dei personaggi e si introduce con tranquilla leggerezza, con eleganza, nei loro labirinti.

La trama: Manca un giorno al matrimonio di Giorgino e Michele, questi i nomi dei protagonisti. Presi da una perplessità di coscienza, decidono di affrontare i rispettivi genitori convocandoli nel loro appartamento. Una decisione che è tutt’altro che semplice! la rivelazione, come è facile intuire, crea uno scompiglio che va oltre il previsto. Le nozze saltano, in un primo momento.  Si susseguono, sulla scena, poi  concetti di sessualità confuse, amanti imprevedibili, con tanto di relazioni segrete e intrecci che non risparmiano i genitori della coppia protagonista. Un opera teatrale che vuol indagare sull’istituzione famiglia, alle prese con una notizia impensata e sconvolgente. In un modo o nell’altro viene fuori, secondo copione, l’ipocrisia attentamente studiata del nucleo familiare. In scena  una metafora dove i personaggi sono raccontati per quello che sono senza alcun giudizio e con un illimitato effetto teatrale. Dunque secondo le note di regia: la commedia non vuole essere un manifesto tipo; non si addentra nella questione. Vuole andare oltre, seppure nei limiti del mondo teatrale. La chiave di osservazione della storia esige di non tralasciare una considerazione sostanziale; e cioè che Michael e George sono due personaggi. Non è la loro inclinazione sessuale a fare da protagonista.

La storia si conclude con la celebrazione del matrimonio. Per tale evento si sceglie uno scenario come una nazione come la Spagna. Per ottenere l’effetto scenico sul palcoscenico vengono posizionate delle grandi foto, in bianco nero, con l’indicazione di un qualcosa di storico per la cultura e la nazione spagnola. Una scenografia essenziale, sfondo nero e porta centrale di un colore vivace rosso, dove le grosse poltrone in scena, una volta girate su stesse, probabilmente con un sistema di ruote di piccole dimensioni, divengono angolo bar per la scena successiva ambientata in un locale caffè. Prima dell’inizio dello spettacolo, nel ormai collaudato rituale di presentazione, il regista Tortora ha voluto ricordare, con un omaggio musicale, Ennio Morricone: in sottofondo sono state ascoltate alcune celebri musiche del compositoremusicista e direttore d’orchestra. Il 28 febbraio 2016, come si sa, Morricone ha ottenuto il prestigioso riconoscimento, premio Oscar, alla Migliore colonna sonora, composta per “The Hateful Eight”, film di Quentin Tarantino.

per l’ufficio stampa: Antonio Romano

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