Rassegna Teatrale Saviano. Una festa di cuore e di riflessione. La compagnia “’O JUOCO DE’ TRE CARTE”, ha presentato ‘O CUNTO DA’ SIGNORA

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SAVIANO. Teatro Auditorium – Somma Vesuviana e Saviano, due comunità che negli ultimi tempi si sono ritrovate unite nel dolore per un recente fatto di cronaca nera; due giovani vite stroncante! In questa occasione invece Somma Vesuviana e Saviano si ritroveranno insieme a celebrare un inno alle sane tradizioni e a ribadire l’unità nell’orgoglio e nell’amore della propria  terra. “Alle Signore e alli Signuri ca songo venuti Io ce dongo un inchino ed i saluti Saluto duje popoli cunfinante Oggi astrignuti da nu riso e da nu chianto…”. È uno Scritto di Gigi Manfredi, inizia così il prologo alla serata che si è svolta di recente all’Auditorium di Saviano. Una proposizione scenica che vuol dire : Vince la verità, vince il bene, il lavoro e l’onestà. Consenso di pubblico per la serata all’insegna della recitazione e della musica popolare, tradizionale – folkloristica. In scena  il racconto del Somma/Vesuvio (i 12 mesi di Michele Febbraro). La personificazione dei mesi dell’anno. Un anno che diviene personificazione; i mesi divengono una famiglia, molto numerosa, nella quale i mesi sono tutti fratelli. Un mese dell’anno diviene personaggio teatrale che dialoga con il pubblico in sala che esalta le proprie feste e tradizioni. In scena i musicisti sono ad un lato del palcoscenico mentre gli altri attori sono attorno ad una tavola imbandita dove bevono vino e raccontano le loro vicende in un clima di cordialità . Il clima che si nota è quello della civiltà contadina forse d’ un tempo: non a caso si notano alcuni strumenti, forse, propri dell’agricoltura di un epoca.

Meritano citazione i personaggi e gli interpreti: dopo l’introduzione di Pulcinella ruolo affidato a  Imma Pone i seguenti Gennaio interpretato da Domenico Angrisani, Febbraio, Pasquale Nocerino,  Marzo, Alessandro Ferrara, Aprile, Lisa Sirico, Maggio,  Concetta Esposito, Giugno, Davide Valletta, Luglio, Giuseppe Romano, Agosto, Samuel Alaia, Settembre, Margherita Sodano, Ottobre, Michele Febbraro, Novembre, Pietro Secondulfo, e infine Dicembre spiegato al pubblico da Gennaro Merone. Il ruolo di Marcusalemme in costume caratteristico di stampo biblico, è interpretato da Patrizio De Simone.

I musicisti; molto importante il ruolo svolto dalla musica i questo spettacolo; spesso tra un monologo e l’altro  c’è stato il momento musicale volto a sottolineare, marcare determinati passaggi: alle Percussioni, Domenico Angrisani, Chitarra, Concetta Esposito, Chitarra, Saverio Dioguardi, Chitarra, Salvatore Folmi, Chitarra, Gino Calvanese, Mandolino Enzo Di Marzo, Mandolino Angelo Tuorto, Sax, Rosario Serpico, Sax, Michele Pistone, Violino, Rosanna Cimmino, Grancassa, Ferdinando Raia, e infine alla Tammorra, Silvio De Simone.  Diffusa nella cultura di varie zone d’Italia la Cantata dei 12 mesi, assume delle sfumature diverse a seconda dei territori. La versione proposta, quella del Borgo Casamale (Somma Vesuviana) dove si svolge un importante festività, quella delle Lucerne, fa riferimento a quella tramandata da Michele Febbraro, ispirandosi alla tradizione popolare, e che dal 1976 ne ha rielaborato una sua versione. I protagonisti di questa cantata sono i 12 mesi dell’anno, ad aprire le danze il festoso Pulcinella che chiamerà Marcusalemme, “ ‘o capo ‘e ll’anno”, il padre dei 12 mesi, che nella tradizione biblica è un patriarca antidiluviano vissuto 969 anni. Padre di tutti i mesi, presenterà i suoi dodici figli e questi, hanno preso la parola l’uno dopo l’altro per raccontarsi.

Accanto alla sapienza di Michele Febbraro e del gruppo dei 12 mesi, si sono esibite  con costumi tipici caratteristici: Rosa Catalano, Giusy De Luca, Silvana Piccolo e Rossella Guerra, componenti dell’associazione Accademia degli Svevi, con monologhi, il cui contenuto è manifesto della passione per questa terra del sud Italia e del desiderio di tramandarne la memoria rispettosa delle verità storiche. In effetti, come si legge su di un opuscolo informativo,  lo spettacolo è un omaggio alla Nostra Madre Terra Vesuviana, con le sue tradizioni e contraddizioni:“ con la Tammorra e la camorra, con il potere degli ignoranti ed il popolo dei Briganti”…Una festa di cuore e riflessione.

per l’ufficio stampa: Antonio Romano

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