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Erika Sito intervista Gianni Genovese, produttore e consulente artistico campano

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  1. Ciao Gianni, tanto per cominciare, da dove e come è nata la passione per il tuo lavoro?
  • La passione per lo spettacolo, in modo particolare per la musica, nasce probabilmente con me circa 40 anni fa: in qualche modo, ho sempre respirato musica sin da piccolissimo. Nel corso degli anni ho iniziato a collaborare con artisti della mia zona e, di conseguenza, mi sono trovato catapultato in un contesto differente da quello che mi prospettavo, artisticamente parlando.
  1. Quando hai deciso che lo spettacolo sarebbe stato il tuo lavoro?
  • A dire il vero non ho mai deciso che sarebbe stato il mio lavoro. Ripeto, alcune cose si sono incanalate da sole, innescando una sorta di catalizzatore che, probabilmente, corrisponde proprio alla mia persona! Davvero spesso, i progetti partono da me.
  1. Cosa ti piace di più del tuo mestiere?
  • Il contatto con le persone, le svariate sfaccettature che ogni artista mostra o che semplicemente vuole mostrare.
  1. Ingredienti fondamentali per lavorare nel tuo ambito?
  • Consapevolezza dei propri mezzi, fiducia in se stessi e quel pizzico di pazzia che mi contraddistingue nel produrre uno spettacolo o una kermesse, dal nulla!
  1. Qual è la cosa più grande che ti ha regalato il lavorare in questo settore?
  • Riuscire a trasmettere tranquillità con professionalità, che è ciò che spesso mi dicono. In ogni caso, un grande regalo, per me, è la stima di persone e di artisti anche di calibro nazionale.
  1. Quali sono stati e sono i tuoi progetti più importanti, quelli che ti hanno dato maggiore soddisfazione?
  • Ho realizzati molti progetti e tutti mi hanno lasciato qualcosa di unico. Il primo mio amore resta il musical: ne ho fatti quattro, di cui due di riconoscimento nazionale, con i quali ho collaborato in modo prepotente ed a cui auguro ancora tanta fortuna, perché tuttora sono in scena con svariati sold out.

Un capitolo a parte va a Caserta Vecchia, borgo storico della mia città natale di cui rimango innamorato. In questo suggestivo posto, ho fatto debuttare il “Casera Vecchia Summer Festival”, la kermesse “L’Arte del Sacro e del Profano”, già alla terza edizione e prossima alla quarta. Infine, un altro progetto importante a cui ho preso parte, è stato quello in cui ho svolto la direzione artistica della rassegna teatrale “Magie Vocali, la musica a teatro”.

  1. Ed invece, quali sono state le tue collaborazioni artistiche più importanti?
  • Ce ne sono state tantissime davvero importanti, ma ne ricordo una con piacere, che mi ha lasciato davvero stupido positivamente: Omar Pene. Non sapevo assolutamente chi fosse quel signore senegalese, poi scoprii che vendeva milioni di dischi e che nel suo paese era considerato un mostro sacro.
  1. Ci sono tantissime persone che si occupano di spettacoli ed organizzano eventi. Cosa distingue gli uni dagli altri?
  • La serietà. Credo che, in questo lavoro, la parola valga ancora molto, soprattutto se si ha a che fare con artisti emergenti.
  1. Cosa consiglieresti a chi volesse intraprendere il tuo mestiere?
  • A chi volesse intraprendere il mio mestiere, consiglierei di cercare di restare umili e disponibili verso il prossimo. Ci sono troppe persone che dimenticano i loro trascorsi, divenendo arrivisti spietati e distruttori della vera arte dell’intrattenimento.
  1. Progetti futuri.
  • Ho un calendario abbastanza vasto fino a luglio, oltre alla promozione di qualche mio artista per il lancio dei dischi e/o tour. Credo che valga la pena sottolineare la prossima Kermesse che si terrà nel principio di giugno nel centro storico di Caserta con conclusione nella Reggia Vanvitelliana.
  1. Sogni? Ambizioni?
  • Un sogno? Essere preso almeno in considerazione per la direzione artistica degli eventi “Leuciana Festival” e “Settembre al Borgo”.

Erika Sito

 

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