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UNISCITI ALLA LISTA DELLE EMITTENTI INDIGNATE DA INVIARE AL CAPO DELLO STATO

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ALLA GIORNATA DI PROTESTA DEL 5 OTTOBRE HANNO ADERITO 189 EMITTENTI LOCALI DI CUI 112 TV E 77 RADIO DOBBIAMO RAGGIUNGERE <?xml:namespace prefix = st1 ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags” />LA CIFRA RECORD DI 400 EMITTENTI ADERISCI ANCHE TU SCRIVI CONDIVIDO E INVIA A info@reasat.it  La protesta delle emittenti INDIGNATE continua con la messa in onda in contemporanea dellAppello al Capo dello Stato. Essa è destinata a segnare una data storica nel nostro Paese e nelle lotte delle emittenti locali per la difesa dei diritti costituzionali dimpresa, dinformazione e di comunicazione. Le emittenti locali, INDIGNATE dal modo con cui il Governo, il Ministero e lAGCOM hanno gestito la Pianificazione e assegnazione delle frequenze digitali e la Pianificazione numerica dei canali, si rivolgono al Capo dello Stato per metterlo in guardia dagli attacchi che ben individuati ambienti istituzionali eversivi stanno facendo alla Carta Costituzionale per favorire linserimento delle Telecoms-Bank tra i poteri forti dello Stato attraverso il possesso accentrato delle frequenze capaci, come sappiamo, di dominare nazioni e continenti con la gestione delle reti radiotelevisive, telefoniche, internet e satellitari. La testimonnianza di tale eversiva azione dominate, distruttiva dello Stato di diritto, è ben scritta nelle leggi, decreti e delibere AGCOM fin qui approvate approfittando della crisi dei partiti e della crisi finanziaria del Paese e dellEuropa intera. Con queste liberticide leggi e delibere gli eversivi delle Telecoms-Bank, ieri protetti da Berlusconi oggi da Monti, hanno massacrato le inconsapevoli emittenti televisive locali togliendo loro le frequenze con le quali da trentanni hanno saputo dirigere 650 aziende in piena e autonoma libertà conquistata con aspre battaglie e durissimi sacrifici. Quelle leggi e delibere criminose hanno distrutto un intero comparto editoriale, un bene nazionale di straordinaria ricchezza di libertà e democrazia, per il solo fatto che quelle frequenze oggi servono alle Telecoms-Bank. <?xml:namespace prefix = o ns = “urn:schemas-microsoft-com:office:office” />

 

Si tratta di un gioco politico sporco dal quale bisogna avere il coraggio di prendere le distanze per combatterlo fino in fondo senza lasciarsi ingannare dalle lusinghe di quei signori vestiti di nero, dalle apparenze gentili e garbate, rinchiusi nelle stanze dei bottoni che ci invitano alla calma e ci promettono  la salvezza dellItalia dalla crisi economica. Loperazione switc off, portata avanti da Paolo Romani in nome e per conto di Berlusconi e proseguita da Corrado Passera, in nome per conto del finanziere Monti, per come è stata progettata, non fa bene al cittadino comune, non fa bene al Paese e allEuropa, non fa bene alle emittenti locali, fa, invece, molto bene alle Telecoms-Bank multinazionali. 

 

Questa è in sintesi la situazione nuda e cruda della questione. Chi ci crede, ci crede, chi non ci crede si faccia massacrare. Noi che abbiamo sottoscritto questo Manifesto e che crediamo nella Carta costituzionale e nello Stato di diritto ci batteremo fino in fondo per ritorno alla libertà dimpresa, dinformazione, di comunicazione, di gestione democratica dei mezzi trasmissivi di ogni genere, dei diritti per il lavoro e per la solidarietà sociale. La giornata di protesta del 5 ottobre 2012 ha registrato la significativa partecipazione di 189 emittenti delle quali 112 tv e 77 radio, ma la protesta prosegue per esternare al Capo dello Stato tutta la nostra indignazione di cittadini liberi e di menti pensanti che si rifiutano di essere considerati massa di manovra di chicchessia. 

 

 

Nei giorni scorsi, lo Studio Legale Barneschi, su mandato della REA, ha notificato al Capo dello Stato latto dimpugnazione della vergognosa Delibera di ripianificazione AGCOM 265/12/CONS valida per le regioni già swicciate il 2009 e 201O mentre sono tuttora in corso le notifiche dimpugnazione davanti al TAR relative ai Bandi farsa emanati con regole arzigogolate dal Ministero dello Sviluppo Economico per la riassegnazione delle frequenze i cui vincitori sono facilmente individuabili.Ora basta con le parole epassiamo allazione!

 

Se condividi questo Manifesto scrivi CONDIVIDO e invia a info@reasat.it con i tuoi dati e possibilmente un tuo commento il Manifesto firmato sarà inviato al Capo dello Stato con la richiesta di audizione la nostra azione passerà alla storia, non mancare a questo appuntamento – ricorda che stiamo ricostituendo il Movimento per la Difesa dei Diritti Costituzionali uniti sivince, isolati si perde                 ALLA GIORNATA DI PROTESTA DEL 5 OTTOBRE HANNO ADERITO 189 EMITTENTI LOCALI DI CUI 112 TV E 77 RADIO DOBBIAMO RAGGIUNGERE LA CIFRA RECORD DI 400 EMITTENTI ADERISCI ANCHE TU SCRIVI CONDIVIDO E INVIA A info@reasat.it  La protesta delle emittenti INDIGNATE continua con la messa in onda in contemporanea dellAppello al Capo dello Stato. Essa è destinata a segnare una data storica nel nostro Paese e nelle lotte delle emittenti locali per la difesa dei diritti costituzionali dimpresa, dinformazione e di comunicazione. Le emittenti locali, INDIGNATE dal modo con cui il Governo, il Ministero e lAGCOM hanno gestito la Pianificazione e assegnazione delle frequenze digitali e la Pianificazione numerica dei canali, si rivolgono al Capo dello Stato per metterlo in guardia dagli attacchi che ben individuati ambienti istituzionali eversivi stanno facendo alla Carta Costituzionale per favorire linserimento delle Telecoms-Bank tra i poteri forti dello Stato attraverso il possesso accentrato delle frequenze capaci, come sappiamo, di dominare nazioni e continenti con la gestione delle reti radiotelevisive, telefoniche, internet e satellitari. La testimonnianza di tale eversiva azione dominate, distruttiva dello Stato di diritto, è ben scritta nelle leggi, decreti e delibere AGCOM fin qui approvate approfittando della crisi dei partiti e della crisi finanziaria del Paese e dellEuropa intera. Con queste liberticide leggi e delibere gli eversivi delle Telecoms-Bank, ieri protetti da Berlusconi oggi da Monti, hanno massacrato le inconsapevoli emittenti televisive locali togliendo loro le frequenze con le quali da trentanni hanno saputo dirigere 650 aziende in piena e autonoma libertà conquistata con aspre battaglie e durissimi sacrifici. Quelle leggi e delibere criminose hanno distrutto un intero comparto editoriale, un bene nazionale di straordinaria ricchezza di libertà e democrazia, per il solo fatto che quelle frequenze oggi servono alle Telecoms-Bank. 

 

 

Si tratta di un gioco politico sporco dal quale bisogna avere il coraggio di prendere le distanze per combatterlo fino in fondo senza lasciarsi ingannare dalle lusinghe di quei signori vestiti di nero, dalle apparenze gentili e garbate, rinchiusi nelle stanze dei bottoni che ci invitano alla calma e ci promettono  la salvezza dellItalia dalla crisi economica. Loperazione switc off, portata avanti da Paolo Romani in nome e per conto di Berlusconi e proseguita da Corrado Passera, in nome per conto del finanziere Monti, per come è stata progettata, non fa bene al cittadino comune, non fa bene al Paese e allEuropa, non fa bene alle emittenti locali, fa, invece, molto bene alle Telecoms-Bank multinazionali. 

 

 

Questa è in sintesi la situazione nuda e cruda della questione. Chi ci crede, ci crede, chi non ci crede si faccia massacrare. Noi che abbiamo sottoscritto questo Manifesto e che crediamo nella Carta costituzionale e nello Stato di diritto ci batteremo fino in fondo per ritorno alla libertà dimpresa, dinformazione, di comunicazione, di gestione democratica dei mezzi trasmissivi di ogni genere, dei diritti per il lavoro e per la solidarietà sociale. La giornata di protesta del 5 ottobre 2012 ha registrato la significativa partecipazione di 189 emittenti delle quali 112 tv e 77 radio, ma la protesta prosegue per esternare al Capo dello Stato tutta la nostra indignazione di cittadini liberi e di menti pensanti che si rifiutano di essere considerati massa di manovra di chicchessia. 

 

 

Nei giorni scorsi, lo Studio Legale Barneschi, su mandato della REA, ha notificato al Capo dello Stato latto dimpugnazione della vergognosa Delibera di ripianificazione AGCOM 265/12/CONS valida per le regioni già swicciate il 2009 e 201O mentre sono tuttora in corso le notifiche dimpugnazione davanti al TAR relative ai Bandi farsa emanati con regole arzigogolate dal Ministero dello Sviluppo Economico per la riassegnazione delle frequenze i cui vincitori sono facilmente individuabili. 

 

 

 

Se condividi questo Manifesto scrivi CONDIVIDO e invia a info@reasat.it con i tuoi dati e possibilmente un tuo commento il Manifesto firmato sarà inviato al Capo dello Stato con la richiesta di audizione la nostra azione passerà alla storia, non mancare a questo appuntamento – ricorda che stiamo ricostituendo il Movimento per la Difesa dei Diritti Costituzionali uniti si vince, isolati si perde

                                                 Antonio Diomede, Presidente REA

 

                                                                                

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