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Usa 2016, Trump: “Unire il Paese, dell’Obamacare si può salvare qualcosa”

Il presidente smorza i toni: l'inchiesta su Hillary Clinton non è una priorità. "Putin? Da lui bellissima lettera"

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“Dobbiamo unire il Paese”. Lo afferma il presidente-eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, commentando le proteste nel paese in seguito alla sua elezione. In un’intervista al Wall Street Journal, Trump mette in evidenza come l’unita’ e’ importante. “Voglio un paese unito” e la strada migliore per ottenerlo è quella di creare posti di lavoro.

L’Obamacare potrebbe sopravvivere in parte sotto la presidenza di Donald Trump. E’ lo stesso neopresidente ad affermarlo. Trump spiega come Barack Obama gli abbia chiesto di rinunciare alla totale abolizione della riforma sanitaria, e racconta di aver assicurato che valuterà i suggerimenti del presidente uscente.

“Non e’ in cima ai miei pensieri”: cosi’ Trump, intervistato dal Wall Street Journal, risponde alla domanda sulla commissione di inchiesta su Hillary Clinton promessa in campagna elettorale., “Le mie priorità sono la sanità, i posti di lavoro, il controllo delle frontiere e la riforma delle tasse”.

Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha parlato con i leader di molti Paesi o ha ricevuto messaggi da essi, tranne che con il presidente cinese Xi Jinping, ha detto egli stesso in un intervista al Wall Street Journal in cui ha rivelato di aver ricevuto una “bellissima” lettera del presidente russo Vladimir Putin, con il quale, ha aggiunto, ha in programma una telefonata in tempi brevi.

Una delle massime priorità del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump è la lotta all’Isis, non cacciare il presidente Bashar al-Assad dal potere ed appoggiare la cosiddetta opposizione moderata in Siria. Al Wall Street Journal, Trump ha detto: penso che “se state combattendo contro la Siria, e la Siria sta combattendo contro l’Isis, dovete sbarazzarvi dell’Isis”. Se gli Usa attaccano Assad, “finiremo col combattere contro la Russia, contro la Siria”, pensa ‘The Donald.

Giudizi pesanti da parte del presidente della Commissione Ue Juncker su Donald Trump: ‘Con lui perderemo due anni, il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce. Rischi di vedere gli equilibri intercontinentali disturbati su fondamentali e struttura’. Il team del tycoon ammonisce Obama a non fare passi rilevanti in politica estera durante la transizione perche’ potrebbe ‘mandare segnali contrastanti’. Lui sente Merkel e Hollande e promette ‘a breve’ decisioni sul governo, il presidente uscente richiama all’unità. E non si placano le proteste negli Stati Uniti contro l’esito delle elezioni, oltre 200 arresti. Rivolta a Portland.

Con Trump perderemo due anni: il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce”: lo ha detto il presidente della Commissione Ue Jean Claude Junckerrispondendo alle domande dei ragazzi alla Corte di Giustizia Ue a Lussemburgo. “Gli americani in generale non hanno attenzione verso l’Europa”, ha detto Juncker secondo quanto riporta il giornale lussemburghese Le Quotidien. “Riguardo a Trump, credo di capire che lui pensi che il Belgio sia un villaggio da qualche parte nel nostro continente… In breve, dovremo mostrargli e spiegare cos’è l’Europa”.

“E’ vero che l’elezione di Trump comporta dei rischi di vedere gli equilibri intercontinentali disturbati sui fondamentali e sulla struttura”, visto che “ho una lunga vita politica, ho lavorato con quattro presidenti Usa e ho constatato che tutto quello che si dice in campagna elettorale è vero un po’ per tutti purtroppo”, ha detto ancora il presidente della Commissione Ue rispondendo agli studenti alla Corte di Giustizia a Lussemburgo.

Intanto non si placano le proteste negli Stati Uniti contro l’elezione alla Casa Bianca di Donald Trump. Sono oltre 200 gli arresti fatti dalla polizia nella seconda notte consecutiva di proteste sotto lo slogan ‘Not my president’. A Los Angeles sono finite in manette circa 185 persone, in gran parte per aver bloccato le strade. Un’altra trentina sono state arrestate a Portland, Oregon, teatro di diversi atti vandalici.

Ci uniremo tutti e ne saremo orgogliosi“: così su Twitter Donald Trump ha lanciato un appello alla luce delle proteste. “Amo il fatto – aggiunge il neopresidente su Twitter – che i piccoli gruppi di manifestanti la scorsa notte abbiano mostrato passione per il nostro grande Paese”.

De Blasio, Ny non darà dati migranti illegali – New York resisterà ai piani più controversi di Donald Trump sull’immigrazione se il presidente eletto deciderà di metterli in pratica: parola del sindaco, Bill de Blasio. Il primo cittadino ha promesso che farà di tutto per non aprire al tycoon il database di New York con le identità di oltre 850 mila immigrati illegali che vivono in città. Il database non verrà aperto a Trump senza “una vera e propria lotta”, ha assicurato, precisando che qualsiasi proposta che sarà vista come “una minaccia per i newyorkesi verrà affrontata”. Nel 2015 nella Grande Mela è stata istituita una sorta di carta di identità per gli immigrati senza un regolare visto che prova la residenza, e si può ottenere fornendo pochissima documentazione. E per questo è accessibile a quasi mezzo milione di illegali.

La bandiera americana bruciata

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