Quotidiano di informazione campano

AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL SALERNO DOC FESTIVAL!

La rassegna, dedicata alla realtà emergente del cinema documentario italiano, aprirà i battenti con un programma già ricchissimo.

0

Venerdì 14 vedrà infatti l’inizio del concorso vero e proprio. Presso il Centro Informagiovani di Salerno, sito in Via Portacatena 62, alle ore 19.00, Carlo Michele Schirinzi presenterà il suo ultimo lavoro: I resti di Bisanzio. Nell’ ottica intrapresa dal SDF di garantire al pubblico una fruizione attiva, anche in quest’ occasione la visione dell’opera sarà seguita da un dialogo diretto con l’artista e dal regista ed esperto cinematografico Giovanni Bottiglieri. L’ingresso è come sempre gratuito.

Vi aggiorneremo sui numerosi appuntamenti della sezione Fuori Concorso con appositi comunicati stampa successivamente.

IL CONCORSO. I FILM

Molto eterogenea la selezione del Salerno DOC Festival 2014, in grado di proseguire il discorso alla base della vision del festival, ovvero andare oltre la concezione classica del cinema documentario per mostrare prodotti filmici in grado di interrogarsi fortemente sia sul rapporto tra realtà e finzione cinematografica, sia sul mostrare un punto di vista artistico e registico ben definito, fino a sfumare i contorni per mostrare dei prodotti cinematografici d’eccezione. La selezione ha scelto una serie di lavori molto apprezzati sia in Italia che all’estero, tutti italiani e tutti del 2014, ognuno con la propria peculiarità e in grado di mostrare una sfaccettatura diversa del significato di fare documentario oggi.

La selezione dei film è la seguente:

  • Nei tuoi occhi di Pietro Albino Di Pasquale, presentato in prima italiana dopo l’acclamata prima mondiale al Jihlava International Documentary Film Festival, il più importante festival di documentari del centro/est Europa.
  • SmoKings di Michele Fornasero
  • Brasimone di Riccardo Palladino
  • I resti di Bisanzio di Carlo Michele Schirinzi
  • Inseguire il vento di Filippo Ticozzi
  • La beautè c’est ta tete di ZimmerFrei

Chiuderà la selezione un film a sorpresa, che verrà presentato nei prossimi giorni. Il 21 Dicembre si terrà la premiazione, in concomitanza con il film di chiusura, in cui verranno assegnati il Premio della Giuria e il Premio del Pubblico al Miglior Film.

Il CONCORSO. LA GIURIA

È una giuria internazionale quella del Salerno DOC Festival 2014, a cominciare dal presidente, il già annunciato Sylvain George. 5 personalità del mondo del cinema, in grado di mostrare le diverse sfaccettature e punti di vista del fare cinema oggi, la giuria è così composta:

  • Sylvain George (presidente), uno dei più acclamati registi di documentario dell’ultima generazione a livello mondiale. I suoi film sono stati proiettati in tutti i principali festival del cinema, documentario e non, ricevendo riconoscimenti internazionali. Con l’occasione, Sylvain George presenterà a Salerno il suo ultimo lavoro, Vers Madrid, in occasione della premiazione il 21 Dicembre.
  • Anna Franceschini, artista visuale e documentarista italiana. Operante tra Milano e Amsterdam, la Franceschini è molto nota negli ambienti del cinema sperimentale e dell’arte contemporanea, avendo lavorato anche con prestigiose istituzioni come il MACRO e il MAXXI di Roma o la Rijksacademie di Amsterdam. I suoi lavori sono stati proiettati al Centre Pompidou di Parigi, al Festival di Locarno, al Torino Film Festival e al Festival di Rotterdam, giusto per citarne alcuni.
  • Erik Negro, direttore artistico della Cineteca di Genova, presso cui organizza numerose serate all’insegna del cinema più sperimentale. Collaboratore di Fuori Orario, lo storico programma di Enrico Ghezzi in onda la notte su Rai3, affianca a queste attività anche quella di docente di cinema e giornalista.
  • Valentina Pedicini, apprezzatissima documentarista italiana, si caratterizza per una serie di lavori dalla forte tematica sociale, come My Marlboro City, dedicato alla sua città, Brindisi, e alle industrie inquinanti che vi gravitano intorno, e Dal Profondo, sulle miniere sarde, con cui ha vinto il Premio Miglior Documentario nella Sezione Prospettive Italia del Festival del Cinema di Roma 2013.
  • Fausto Vernazzani, caporedattore della sezione Cinema di Scene Contemporanee e ideatore del blog CineFatti, sempre a tema cinematografico. Il giornalista vanta inoltre numerose collaborazioni con prestigiose riviste internazionali, come EasternKicks o Japan Cinema.

IL FILM. I RESTI DI BISANZIO

Un lembo di terra, Capo di Leuca, raccoglie ed accoglie gli ultimi resti. Che siano umani, o vecchi ruderi architettonici, vi è un sottile e persistente continuum: decadenza, declino, solitudine, inettitudine, abbandono fisico e spirituale. Quel piccolo mondo, situato in un meridione, questa volta drammaticamente rappresentato e svincolato dai soliti cliché nazional popolari, è universalmente rappresentativo. I tre autoctoni, C, S e R, sono in chiaro conflitto con il nuovo mondo, trasformato e conformato dalle richieste e dalle esigenze della modernità. L’angoscia è evidente nel tentativo di C, di cui sono complici anche S e R, di dar fuoco alla propria terra, per cancellare il proprio presente, il quale rinnega un passato oramai troppo lontano e anacronistico. Altri tre individui approdano a Capo di Leuca, dando vita ad un viaggio tra le rovine e architetture bizantine, e un uomo, volontariamente rinchiuso in una vecchia torre, usa parole, schizofrenicamente, per dare senso e ordine alla propria esistenza. Carlo Michele Schirinzi offre un’analisi microsociologica, mostrando un’umanità sofferente e disadattata, in balia dell’insicurezza e priva di qualsiasi punto di riferimento o identità comune. Come la Bisanzio del 330 venne surclassata dalla nuova città di Costantinopoli, per volere dell’imperatore Costantino, anche il Salento è sottoposto ad un apatico e celere mutamento, della propria anima e della propria humanitas.

I resti di Bisanzio è stato selezionato in concorso alla 50ª Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro.

 

IL REGISTA.

CARLO MICHELE SCHIRINZI

Nato a Tricase (Le) il 27/04/1974, vive e lavora ad Acquarica del Capo. I suoi lavori hanno partecipato a mostre e film festival internazionali ricevendo premi e retrospettive. Nel 2003 Il nido ha ricevuto una menzione speciale al 21° Torino Film Festival e nel 2004 All’erta! ha vinto il Premio Shortvillage alla 40ª Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro che nel 2005 gli ha dedicato una retrospettiva. Nel 2007 il 3° Taranto Film Festival ha ospitato tutta la sua produzione nella sezione Altri Sguardi. Nel 2009 Notturno Stenopeico vince come miglior video italiano al 27° Torino Film Festival e Sonderbehandlung riceve il 1° Premio al 10° Festival del Cinema Europeo. Nel 2010 Mammaliturchi! riceve una menzione speciale al 28° Torino Film Festival e al 9° Imaginaria Film Festival. Dal 2005 al 2009 ha realizzato la collana di documentari Intramoenia Extrart, progetto d’arte contemporanea nei castelli di Puglia curato da Achille Bonito Oliva e Giusy Caroppo esposti alla 54° Biennale di Venezia – Esposizione Internazionale d’Arte nel 2011. Sempre nel 2011 Eco da luogo colpito è selezionato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione competitiva “Controcampo Italiano” e nel 2012 vince come miglior film e miglior fotografia al 7° Cinema Invisibile. Nel 2014 Natura morta in giallo riceve una menzione speciale all’8° Cinema Invisibile. Ha ricoperto il ruolo di giurato al 29° Torino Film Festival ed è stato commissario selezionatore per il settore “arte elettronica, opere interattive, videoinstallazioni, produzioni audiovisive di narrazione e di creazione” nel 10° Premio Nazionale delle Arti.

 

 

IL SALERNO DOC FESTIVAL

L’evento nacque tre anni fa con lo scopo da un lato di avvicinare il pubblico italiano, ed in particolare del Meridione, ad una delle eccellenze in campo internazionale della nostra cinematografia, ovvero il cinema documentario, che fin dal Neorealismo ha caratterizzato il nostro cinema e che purtroppo non viene valorizzato da un’adeguata distribuzione, nonostante i prodotti italiani continuino a rappresentare un punto di riferimento internazionale in quest’ambito (seppur negli ultimi tempi qualcosa in questo senso si stia muovendo, come i riconoscimenti ottenuti da documentari come Sacro Gra o l’opera di lungimiranti case di distribuzione come l’I Wonder Pictures o Officine UBU) e dall’altro di portare le eccellenze internazionali del documentario, in particolare quello legato alla sperimentazione, che molto spesso non trova spazio se non in pochissime rassegne di nicchia sul territorio italiano.

Una delle peculiarità che ha permesso al Salerno DOC Festival di imporsi all’attenzione del pubblico è quella del voler far vivere l’esperienza del festival a tutto tondo, non limitandosi alla semplice proiezione dei film, ma instaurando dialoghi con i registi ed esperti dei temi trattati, allo scopo di far vivere ogni proiezione come un momento unico di esperienza per il pubblico.

Nelle due precedenti edizioni la rassegna, forte di un ricco programma (ricordiamo soltanto L’ultimo pastore di Marco Bonfanti e i lavori di Sylvain George e Lois Patino, miglior regista emergente nella sezione Cineasti del Presente al festival di Locarno 2013), ha ottenuto un buon riscontro di pubblico attirando l’attenzione dei media, di settore e non.

La terza edizione, organizzata ancora una volta dall’Associazione Scene Contemporanee sotto la guida del presidente Franco Cappuccio, continua nell’opera di crescita della manifestazione portando un programma di assoluto valore internazionale.

Il Salerno DOC Festival è svolto in partnership con numerose associazioni tra cui il Centro Informagiovani di Salerno, l’Arci Salerno, la testata online Scene Contemporanee, la Rete dei Giovani per Salerno e può contare sul patrocinio del Comune di Salerno e dell’Università degli studi di Salerno, quest’ultima in particolare attraverso partnership specifiche con CreActivitas – Laboratorio di Economia Creativa, l’OCPG – Osservatorio Culture e Politiche Giovanili e Davimedia.

Il festival inoltre quest’anno si avvale della prestigiosa collaborazione dell’Institut Français di Napoli e del Consolato Francese a Napoli.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.