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Vigile del fuoco compie 100 anni, festeggiato a Cagliari

Efisio Serri, 'ai giovani dico di lavorare ed essere onesti'

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CAGLIARI,25 SET – “Ai giovani vigili del fuoco posso dire solamente di comportarsi bene, lavorare ed essere onesti, al resto ci pensa Dio. Con i pompieri ho trascorso periodi bellissimi, ero un punto di riferimento per tutti, mi sono sempre fatto rispettare, bisticciando anche con i comandanti quando le cose non andavano bene”. È lucido, e nella forza delle sue parole c’è l’energia di chi è sopravvissuto alla guerra e alle difficoltà, Efisio Serri, che oggi compie cento anni ed è il vigile del fuoco più anziano di Cagliari.
Ha prestato sevizio nei pompieri dal 1939 al 1962 a Cagliari, Oristano e Iglesias partecipando a numerosi interventi di soccorso, ma anche come rappresentante sindacale accompagnando i vari comandanti nelle visite ufficiale anche all’estero. “Sono stato nominato cittadino onorario dei New Orleans – racconta seduto sulla sua poltrona mentre i parenti, ma anche tanti residenti del quartiere di Is Mirrionis a Cagliari sono andati a trovarlo per festeggiare le cento candeline – ho ricoperto diversi incarichi, nel periodo della guerra ho lavorato anche in mensa, sono stato segretario del sindacato”.
Serri ricorda le discussioni – che lui chiama bisticci – con i vari comandanti. “Una volta ho litigato perché ci avevano trasferiti in un’altra sede che non era adeguata per noi. Mi facevo rispettare e tutti mi volevano bene”.
È entrato nei vigili del fuoco nel periodo della guerra.
“Prima lavoravo all’università – racconta – sono sempre rimasto legato ai pompieri”. Serri era povero e con orgoglio sottolinea come con il suo lavoro sia stato capace di dare da mangiare alla famiglia. “Ho sistemato i miei figli, dato loro un lavoro, sempre con onestà e sacrificio – dice – adesso ho un cognato e due nipoti vigili del fuoco”.
Padre di quattro figli, Efisio Serri ha 11 nipoti e 10 pronipoti. Ricorda i bombardamenti su Cagliari. “Bombardarono la caserma, noi eravamo in una stanza, per fortuna la bomba non esplose”. Nel corso dei festeggiamenti, a cui hanno preso parte alcuni colleghi e l’associazione nazionale, gli è stata consegnata una targa e un quadro in cui è stata inserita la relazione di servizio di un intervento del 1950 che lo aveva visto protagonista. (ANSA).

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