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Volkswagen nella bufera, tonfo in Borsa dopo i dati sulle emissioni dei gas

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Volkswagen in picchiata sul listino di Francoforte, affossata dalla vicenda Usa sulla violazione delle norme antismog. Chiude la peggiore seduta in Borsa degli ultimi sette anni con un tonfo di circa il 20%. A Francoforte il titolo della casa di Wolfsburg lascia sul campo il 18,60% a 132,20 euro per azione.

Berlino: ‘Chiarire vicenda al più presto’ – La vicenda Volkswagen “deve essere chiarita al più presto possibile”. Lo ha affermato il vice-cancelliere tedesco e ministro dell’economia, Sigmar Gabriel, secondo quanto riferisce Bloomberg. “Il made in Germany è sinonimo di qualità a livello mondiale ed è importante fare subito chiarezza”, ha sottolineato.

Volkswagen “deve collaborare con le autorità Usa e chiarire la vicenda sulla manipolazione dei test antismog”, ha detto un portavoce del Ministero dell’Ambiente tedesco.

Usa avviano indagine penale – Volkswagen sarebbe al centro di un’indagine penale negli Stati Uniti per lo violazione delle norme anti smog. Lo riporta l’agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali l’indagine riguarderebbe l’ammissione delle violazioni da parte di Volkswagen.

Rete Consumatori annuncia Class Action  – Rete Consumatori Italia annuncia l’avvio di una Class Action contro Volkswagen per la falsificazione dei dati sui gas di scarico dei motori diesel negli Stati Uniti. Secondo l’associazione dei consumatori, già in precedenza “diversi veicoli di molteplici marche presentavano delle anomalie ‘seriali'” e quindi “si presume che sia prassi falsificare le risultanze dei test e non solo sull’emissione dei gas di scarico”. Proprio per questo, conclude la nota, “abbiamo deciso di intraprendere questa battaglia; al più presto partiranno esposti in Procura e segnalazioni all’Antitrust”.
Amministrazione Obama contesta le emissioni di 500mila auto vendute dal 2008 ad oggi

Rischio stangata Usa, “truccati test antismog”- Guai in vista per la Volkswagen negli Stati Uniti. L’amministrazione Obama, infatti, accusa la casa automobilistica tedesca di aver ingannato le autorita’ americane violando le norme antismog in vigore negli Usa. E per questo ora il gruppo rischia di pagare un prezzo salatissimo. Il Wall Street Journal parla di una maxi-multa di almeno 18 miliardi di dollari. Oltre all’onere di ritirare dal mercato americano circa mezzo milione di auto vendute dal 2008 ad oggi, tra modelli Volkswagen ed Audi. Un ritiro che’ e’ stato ordinato dall’Epa (Eviromental Protection Agency), l’agenzia federale per la protezione ambientale. Dunque, l’ennesima offensiva dell’amministrazione Usa contro i colossi dell’auto, dopo la stangata su General Motors che ha patteggiato la cifra di 900 milioni di dollari per chiudere definitivamente l’indagine penale sulle sue auto difettose, che avrebbero provocato oltre cento vittime. Mentre lo scorso anno era stata Toyota ad essere costretta a pagare 1,2 miliardi di dollari. L’Epa, nel dettaglio, accusa Volkswagen di aver intenzionalmente utilizzato un sofisticatissimo software progettato per aggirare i controlli sulle emissioni inquinanti dei propri veicoli. Software installato sulle centraline dei motori 4 cilindri diesel in grado di attivarsi automaticamente solo quando l’auto sta effettuando un test anti-smog, e in grado di abbattere drasticamente le emissioni. L’accusa dell’Epa e’ quindi quella di aver violato le norme del Clean Air Act. “Ricorrere a un congegno teso a eludere gli standar fissati nella legge federale e’ un atto illegale e una minaccia per la salute pubblica”, attacca l’agenzia, che accusa la Volkswagen di aver violato anche le norme sulla leale concorrenza. Sara’ il prosieguo delle indagini a rivelare l’entita’ delle violazioni del gruppo di Wolfsburg. In particolare i modelli nel mirino sono tutti diesel: dalla Volkswagen Jetta, alla Beetle, alla Golf, passando per la Passat. Ma anche l’Audi 3.

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