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Zalando: dalle borse alla Borsa

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È tutto in questo semplice gioco di parole il succo dell’ultima novità che sta alimentando accesi movimenti nel mercato borsistico europeo; la novità in questione è l’inizio di una procedura di quotazione che nell’arco dei prossimi mesi, e comunque entro la fine del 2014, porterà Zalando in Borsa.

A chi non avesse mai sentito parlare di questo marchio basti sapere che Zalando, la cui versione italiana del sito è www.zalando.it, ha rappresentato a livello internazionale un punto di svolta nello sviluppo dell’e-commerce per l’abbigliamento, facendo diventare una realtà la pratica di acquistare su internet indumenti, accessori, pelletteria e scarpe.

Un successo commerciale che dal 2008 ad oggi ha portato la stessa Zalando a macinare un record dietro l’altro fino a poter contare oggi su oltre 15 milioni di clienti sparsi negli oltre 15 Paesi in cui lo store online è attivo.

A questi risultati, quella che fino a poco tempo fa era considerata come una delle tante start up di Berlino ci è arrivata attraverso una solida politica di crescita del brand e degli asset tecnologici su cui poggia lo store.

Basti pensare che, proprio a causa dei reinvestimenti interni nonostante la crescita delle vendite sia ogni anno a 2 cifre, ad oggi Zalando non ha ancora superato il break down; i ricavi dovrebbero finalmente superare i costi entro la fine dell’anno, e forse anche questo fattore ha contribuito alla scelta di sbarcare proprio ora in borsa.

Peraltro nel corso dei mesi passati il management ha anche lavorato al consolidamento del proprio azionariato, potendo contare ad esempio su un investimento di 72 milioni di euro della Putman, un’azienda americana specializzata in investimenti strategici, che si è così assicurata una quota del 2% nella proprietà del marchio di cui oggi il fondo svedese Kinnevik è ancora il principale azionista. La stessa quota di proprietà del 2% è stata acquistata sempre nei mesi passati dal fondo pensione canadese Ontario Teacher’s Pension Plan.

A cosa è dovuto tanto interesse in Zalando da parte dei fondi internazionali? Di certo agli analisti che suggeriscono e decidono queste strategie di acquisizione non saranno sfuggiti quelli che sono stati gli ultimi bilanci dell’e-commerce berlinese. Dopo aver chiuso il 2013 con oltre un miliardo di euro di fatturato ed una crescita delle vendite del 70% rispetto al 2012, Zalando ha già chiuso il primo trimestre del 2014 con un fatturato di 500 milioni di euro, in crescita del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Per avere un’idea della portata di questo boom commerciale basti pensare che l’e-commerce di abbigliamento italiano più virtuoso, ovvero Yoox, riesce a fare le stesse cifre nell’arco di un intero anno e non in soli tre mesi. Proprio in Italia, a partire dallo scorso marzo, Zalando ha avviato un nuovo programma di partnership che propone ai marchi made in Italy di esporre i propri prodotti sulla vetrina virtuale di Zalando. Il programma è già attivo in 14 Paesi ed ha portato ottimi frutti a quelle aziende che si sono avvalse del supporto operativo di Zalando per migliorare il proprio posizionamento online e di conseguenza aprirsi ad un pubblico potenziale pressoché illimitato.

Bisogna ora vedere quella che sarà la risposta dei mercati alla proposta di Zalando. Il top management di Berlino in vista della quotazione si è affidata all’advisor di Morgan Stanley, Goldman Sachs e Credit Suisse. Alcune fonti interne parlano di una quotazione totale che dovrebbe partire da un minimo di 3.6 miliardi di euro ma, nella migliore delle ipotesi, potrebbe arrivare a sfiorare un totale di capitalizzazione di oltre 7 miliardi di euro.
Giada Baldoni

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