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Zoccoli e solari, la ricetta Bayer

Consigli d'estate da RADIO PIAZZA NEWS

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Due marchi storici quali Dr Scholl’s (calzature con plantare) e Coppertone (creme solari) appena passati dalla farmaceutica Merck ai tedeschi della Bayer vivranno una seconda giovinezza a partire dagli Usa. Il colosso dell’Aspirina ha deciso infatti di mantenerli in portafoglio «per il loro valore intrinseco» mirando anzi a conquistare nuovi canali: quelli medical da un lato e la grande distribuzione dall’altro. Entrando cioè in un supermercato americano con una pillola e portandosi dietro gli altri; o al contrario partendo dai canali di vendita dei solari e proponendo anche un antipiretico. Al momento di chiudere il contratto, per 14,2 miliardi di dollari (circa 10,4 mld di euro) per l’acquisizione della divisione consumer care di Merck, Bayer mirava ai medicinali generici più che ai due marchi di calzature comode e di solari che portava in dote l’accordo. Così da subito è partito il toto vendite su chi poteva accaparrarsi le etichette legate a proprio modo alla stagione estiva: una globalmente nota per zoccoli e plantari, l’altra protagonista con storiche campagne di comunicazione proprio sul suolo americano. Fra tutte quelle con l’attrice Jodie Foster al debutto della sua carriera nello spot tv della crema protettiva. Diverse case sono state definite potenziali acquirenti, tra gli altri Reckitt Benckiser, proprietaria del marchio per la cura dei piedi Scholl al di fuori degli Stati Uniti, così come Beiersdorf e L’Oréal, Ma le società non hanno rilasciato dichiarazioni. Il gigante tedesco della chimica ha annunciato l’intenzione di voler farsi largo tra i beni di largo consumo a partire dal mercato statunitense, dove Bayer è associata più che altro alle medicine. E a guidare le nuove strategie è anche la super valutazione di Dr Scholl’s e Coppertone stimati singolarmente oltre il miliardo di dollari (735 milioni di euro). «Puntiamo a fare dei marchi acquistati da Merck il nostro core business», ha annunciato in un comunicato l’azienda guidata da Marijn Dekkers che si è assicurata il pacchetto dopo una gara al rialzo che ha visto protagonisti anche Procter & Gamble, la divisione Cpg di Reckitt Benckiser e l’azienda farmaceutica svizzera Novartis. La leva strategica? Un maggiore portfolio assicurerà anche un più ampio potere contrattuale in aggiunta al settore medical. Ora la società, che ha chiuso il più grande accordo farmaceutico dal 2006, quando per 17 miliardi di euro si assicurò Shering, distribuirà dai preservativi alle aspirine, dalle cure anticancro ai solari e alle calzature, il che la trasforma di fatto in un leader nei farmaci da banco e non solo. Oltreoceano gli analisti si sono scatenati sulle valutazioni: «I plantari non sono un loro core», dicono in molti, mentre i più lucidi pensano all’equazione prodotti di massa uguale grandi catene di drugstore, di cui l’America abbonda. © Riproduzione riservata

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