Cava de’ Tirreni, audizione in VII Commissione Sanità e Servizi sociali per la grave carenza di personale. UDI Cava: “Futuro incerto per i deboli”

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L’associazione Unione Donne in Italia, sezione Cava de’ Tirreni, ed i consiglieri comunali Manzo e De Filippis (Cava in Azione), Gambardella (Indipendenti per Cava) e la consigliera Avagliano (Cava Città in Comune), nelle scorse settimane avevano richiesto, con urgenza, la convocazione della VII Commissione consiliare “Sanità e Servizi Sociali”, per affrontare la problematica della grave carenza di personale dei Servizi Sociali della città metelliana.

Martedì 20 febbraio, la suddetta Commissione, presieduta dalla consigliera, dott.ssa Paola Landi, si è riunita presso il Comune di Cava de’ Tirreni.

Presenti all’incontro anche l’assessore Altobello, il dirigente Nesi, i membri della Commissione e gli esperti Maria Di Serio (Azione) e la dott.ssa Teresa Nizza (Indipendenti per Cava).

Durante la Commissione è stato esplicitato che il problema di carenza di personale è solo una parte della problematica che UDI Cava intende portare all’attenzione della Politica comunale.

Nello specifico, UDI Cava ha dichiarato: “Purtroppo, nell’ambito territoriale di Cava de’ Tirreni, vi è una grave assenza, l’assenza dei servizi alle persone deboli, alle persone che hanno necessità di supporto dalle Istituzioni, i poveri, gli malati, i minori, gli anziani, gli immigrati, violenze familiari e sulle donne, maltrattamenti, disagi vari”.

Ci arrivano segnalazioni di persone in forte difficoltà che non incontrano la presa in carico dei servizi sociali, come per legge, e quando intervengono è molto tardi. Noi dobbiamo evitare che i problemi degenerino e producano gravi conseguenze. Sembrerebbe, quindi, palesarsi un mancato rispetto della legalità, a partire dal non rispetto dei principi costituzionali di dignità della persona, di sussidiarietà e di vicinanza ai più deboli.

Un mancato rispetto della legalità che, per quanto attiene al personale, si concretizza nell’assenza del numero minimo di unità previste per la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni che è 1 assistente sociale ogni 5000 abitanti. Questo numero minimo di unità di assistenti sociali fa parte di una forma di investimento statale nei servizi alle persone fragili costituendo una spesa che si accolla lo Stato soprattutto nei Comuni con difficoltà di bilancio come Cava e che si collega alla questione degli obiettivi di servizio che costituiscono il vero nocciolo del problema.

Al raggiungimento degli obiettivi di servizio è collegato l’intero sistema del finanziamento del socio sanitario territoriale che sembra stia portando il Comune di Cava de’ Tirreni, ma anche l’intero ambito territoriale Cava Costiera, in un corto circuito in cui la mancanza di personale genera mancati servizi che, non essendo rendicontabili come progetti effettuati, genera mancati finanziamenti e potrebbe generare un commissariamento dell’ambito per mancato raggiungimento degli obiettivi di servizio”.

Al termine dell’incontro, UDI Cava è giunta a questa considerazione: “Noi come Associazione siamo preoccupati per i deboli e, nel condividere la nostra preoccupazione con l’Assessore delegato al ramo, Assessore Altobello, abbiamo ricevuto la (assurda e fuori luogo) idea di una impotenza rispetto alla impossibilità di stare vicino agli ultimi, conseguenza delle difficoltà di bilancio.

E allora, essendo fermamente convinti che un Assessorato alle Politiche sociali debba dare un senso alla propria esistenza (o manifestare pubblicamente alla cittadinanza la propria impotenza e quindi l’assenza di ogni ragione di esistere, tra l’altro forse anche percependo l’indennità correlata e pagata dalla cittadinanza) noi crediamo che debbano essere messe in campo tutte le azioni per ritornare ad avere servizi sociali efficienti.

Crediamo che proprio l’Assessore debba farsi carico di parlare direttamente con i Ministeri competenti su come, anche essendo in difficoltà finanziarie, trovare un modo per assicurare al Comune il personale utile, a partire da tutte le competenze già in carico, per la corretta erogazione dei servizi sociali, ponendo giuste domande per avere certe risposte e coinvolgendo attivamente gli altri comuni dell’ambito che purtroppo, a queste condizioni e pur avendo esigenze minime rispetto a quelle di un comune di oltre 50.000 abitanti come il comune capofila, temiamo non potranno più beneficiare delle attività di programmazione e rendicontazione ancora in carico al comune capofila”.

UDI Cava, come già affermato, non intenderà fermarsi: “Abbiamo intenzione di andare avanti nella nostra battaglia e di coinvolgere le forze politiche e sociali del territorio ad una battaglia che è di dignità della persona. Attendiamo, quindi, risposte alle domande poste ai funzionari presenti in ordine a quali sono e allo stato di raggiungimento degli obiettivi di servizio per mettere in campo tempistiche e iniziative successive”.

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